TACET
drammaturgia Jacopo Giacomoni
regia Silvia Costa
con Silvia Costa, Jacopo Giacomoni, Gaia Ginevra Giorgi, Dylan Guzowski, Elena Rivoltini, Matto Zoppi
musiche Nicola Ratti
disegno luci Andrea Sanson in collaborazione con Isadora Giuntini
vestiti Fabio Quaranta
assistente alla regia Luna Scolari
scenotecnica Alovisi Attrezzeria
foto di scena Luca Del Pia
ufficio stampa Antonella Mucciaccio
produzione La Biennale di Venezia, Cranpi, Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, Riccione Teatro
con il contributo di MIC – Ministero della Cultura, Regione Lazio
con il supporto di Istituto Italiano di Cultura, Santiago
con il sostegno di Teatro Biblioteca Quarticciolo
residenza Office for a Human Theatre / teatro alla cartiera
in collaborazione con Departamento de Artes Escénicas de la Universidad de Playa Ancha de Valparaíso, Chile
debutto: Biennale Teatro 2026
Tacet è una partitura teatrale che esplora il tempo attraverso il silenzio e la precisione dei corpi. Non ci sono scene, costumi o quinte: solo sei performer, metronomi e leggii, strumenti minimi per sondare il tempo e farlo percepire come materia viva. Lo spettacolo nasce dall’idea che la drammaturgia sia una cartografia temporale, un sestante per un viaggio nelle diverse grane del tempo, una mappa per attraversare secondi e pause che solo il teatro sa concedere.
Gli interpreti lavorano con il suono e la voce, entrando dentro la struttura e ricamandoci sopra, creando segni che entrano ed escono dai pentagrammi del silenzio. La scena diventa un laboratorio dove il silenzio è desiderato, misurato, guardato, esposto, sezionato; parole, gesti, pulsazioni e respiri si tendono verso il vuoto che precederà l’applauso.
Tacet è un coro di silenzi che attraversa rituali personali e collettivi – come il minuto di raccoglimento negli stadi, in parlamento, in classe – e si articola secondo una geometria precisa: sei linee che si incontrano, si sovrappongono o procedono parallele, in una sincronicità teatrale di eventi storici e silenzi quotidiani. La forza dello spettacolo risiede nella frizione matematica di sei orologi, sei cuori che battono insieme, sotto gli occhi degli spettatori, creando una presenza che sospende il tempo e lo rende percepibile nella sua essenza.
Tacet invita a sperimentare, a guardare il silenzio come materia scenica, a vivere il tempo insieme agli interpreti, in un’esperienza immersiva, precisa e radicale, dove il teatro diventa un osservatorio sul presente e un laboratorio di durata, memoria e ascolto.
Calendario delle repliche
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"Leggere la scena" è un progetto ideato per offrire al pubblico nuovi strumenti critici e interpretativi utili alla comprensione dei linguaggi della danza e del teatro contemporaneo. Attraverso un ciclo di appuntamenti che coniugano la messa in scena di spettacoli con momenti di dialogo diretto tra artisti e spettatori, l’iniziativa intende stimolare una partecipazione più consapevole e attiva al processo di fruizione artistica.
Gli incontri si svolgeranno nel foyer del Teatro dell’Unione di Viterbo, luogo simbolico e accogliente dove scena e platea si avvicinano e si fondono. Dopo ogni rappresentazione in cui verrà proposta al pubblico una selezione di scene o estratti significativi dello spettacolo, sarà aperta una conversazione tra il pubblico e gli artisti coinvolti, volta a svelare i meccanismi drammaturgici e i processi creativi che stanno alla base della costruzione dello spettacolo.
Il progetto nasce con l’intento di promuovere un’educazione alla visione, accompagnando lo spettatore nella decodifica delle forme espressive del teatro e della danza contemporanea, valorizzando la pluralità di linguaggi e poetiche che oggi compongono il panorama performativo.
