SARFATTI
durata 60 minuti
di Angela Dematté – da un’idea di Massimo Mattioli
regia Andrea Chiodi
con Claudia Coli
produzione Goldenart Production, Mart – Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, Teatro Stabile di Bolzano, Centro Servizi Culturali Santa Chiara di Trento
Una donna entra nella redazione del Popolo d’Italia, il primo giornale che Benito Mussolini fondò dopo essere stato licenziato dall’“Avanti!”. Questa donna è Margherita Sarfatti, ebrea colta e benestante, collezionista, critica d’arte, fondatrice del gruppo Novecento, mecenate di numerosi artisti come Boccioni, Sironi, Funi e, appunto, Benito Mussolini, che da maestrino di provincia contribuirà a far diventare Dux, il duce. Lo spettacolo è scritto dall’autrice trentina Angela Dematté ed è nato da un’idea del critico d’arte Massimo Mattioli e dell’attrice Claudia Coli, protagonista del monologo. La regia è curata da Andrea Chiodi, le scene sono di Guido Buganza, i costumi di Ilaria Ariemme, le musiche di Daniele D'Angelo e il disegno luci di Orlando Cainelli.
“Che una donna abbia contribuito in modo determinante a costruire a livello mondiale il mito del duce e che questa donna fosse anche colei che ha costruito l’arte del Novecento (come gruppo e non solo) sono fatti che mi hanno colpito molto” scrive Dematté. “Questo è il motivo per cui ho accolto con curiosità la richiesta di Coli e Mattioli di costruire una drammaturgia originale. Il rito teatrale non può far altro che cercare le contraddizioni, i dilemmi e le parti più intime di questa vicenda”.
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