SARFATTI

Prosa
Crediti

durata 60 minuti
di Angela Dematté
con Claudia Coli
regia Andrea Chiodi

Una donna entra nella redazione del Popolo d’Italia, il primo giornale che Benito Mussolini fondò dopo essere stato licenziato dall’“Avanti!”. Questa donna è Margherita Sarfatti, ebrea colta e benestante, collezionista, critica d’arte, fondatrice del gruppo Novecento, mecenate di numerosi artisti come Boccioni, Sironi, Funi e, appunto, Benito Mussolini, che da maestrino di provincia contribuirà a far diventare Dux, il duce. “Lo spettacolo è scritto dall’autrice trentina Angela Demattè ed è nato da un’idea del critico d’arte Massimo Mattioli e dell’attrice Claudia Coli, protagonista del monologo. ”Che una donna abbia contribuito in modo determinante a costruire a livello mondiale il mito del duce e che questa donna fosse anche colei che ha costruito l’arte del Novecento (come gruppo e non solo) sono fatti che mi hanno colpito molto” scrive Demattè “Questo è il motivo per cui ho accolto con curiosità la richiesta di Coli e Mattioli di costruire una drammaturgia originale. Il rito teatrale non può far altro che cercare le contraddizioni, i dilemmi e le parti più intime di questa vicenda. Mai come nel periodo fascista, il potere mette in campo una manipolazione spudorata delle idee e dell’immaginario. Arte e politica si muovono in modo osmotico. [...] Quel che vedremo in scena è una donna che, nel tentativo di dare senso e dignità estetica a quanto ha vissuto, ripercorre le vicende della sua vita artistica, materna, amorosa.”

Calendario delle repliche

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