Marcinelle, storia di minatori

Prosa
Crediti

durata 90 minuti
con Francesco Cassibba, Sarah Nicolucci, Giacomo Rasetti, Vincenzo Tosetto, Ariele Vincenti
scritto e diretto da Ariele Vincenti
scenografia Alessandro Chiti
composizioni musicali Tiziano Gialloreto
disegno luci e fonica Stefano Pierucci
costumi Agostina Imperi
aiuto regia Nicolò Marabini
foto Francesco Nannarelli
grafica Marco Animobono
si ringrazia Paolo Di Stefano autore del libro “la catastrofa” e Walter Basso autore del libro “carne da miniera”
si ringrazia Associazione Nazionale Vittime di Marcinelle Museo delle miniere di Mercurio del Monte Amiata, Filippo Ferraro Fano

Lo spettacolo ripercorre minuziosamente la cronologia temporale di 4 minatori. Dalla partenza dai propri paesi d’origine, alla morte nella miniera di Marcinelle. Quando i minatori partivano, le piccole stazioni dei loro paesi si riempivano di mamme, fidanzate, amici e parenti che li salutavano. C’era hi era felice per loro, come amici o conoscenti e c’era chi invece si disperava, come le mamme e le fidanzate. Con le valigie di cartone i minatori viaggiarono in treno fino a Marcinelle. Gli erano state assicurate 28 ore di viaggio. In realtà furono 5 giorni in condizioni disumane a livello logistico e sanitario. Il primo impatto con Marcinelle non fu dei più positivi. Gli alloggi che gli erano stati promessi, caldi e confortevoli erano al contrario scomodi e freddi. Le loro stanze si trovavano all’interno di ex campi di concentramento che i Tedeschi usavano durante la Seconda guerra mondiale. Disumane le loro condizioni di lavoro: turni lunghi e faticosi, i pagamenti a cottimo; più carbone recuperavano, più la paga si alzava. I pasti erano scarsi. Se qualcuno chiedeva spiegazione di quelle condizioni ad un superiore, veniva aspramente criticato e minacciato.

Calendario delle repliche

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