Favola sismica

Prosa
Crediti

di Matteo Caniglia
studio su testo a cura di Fabiana Iacozzilli
con Raffaele De Vincenzi, Federica Quartana, Samuele Satta, Jessica Sedda
paesaggio sonoro e musiche Samuele Cestola
consulenza disegno luci Luigi Biondi

un progetto di PAV nell’ambito di Fabulamundi Playwriting Europe e Playground
in collaborazione con il Corso di Perfezionamento attori e attrici del Teatro di Roma – Teatro Nazionale
con il contributo del MiC – Ministero della Cultura e della Regione Lazio

Sul confine tra Russia e Finlandia, la geologa Mira Totinen scopre il corpo di un bambino in una grotta naturale. Intorno al ritrovamento, animali scomparsi, un terremoto di origine ignota e un cacciatore che sembra conoscere fin troppo bene le storie del luogo compongono un paesaggio in cui mito, religione e paganesimo interrogano la natura, la famiglia, la possibilità di credere.
Il cantiere si intrufola nelle pieghe di questo immaginario, là dove la parola conserva i sedimenti di ciò che l’ha nutrita. Materiali, immagini, suggestioni, anche quelle rimaste ai margini della stesura, tornano a circolare nell’incontro. Lo sguardo di Iacozzilli ne intercetta le tracce, le mette in movimento, le consegna ai corpi e alle voci degli interpreti. Sotto lo sguardo di Matteo Caniglia, la scrittura reagisce, si lascia interrogare, scopre altre tensioni. La drammaturgia si compone della reciprocità di questo passaggio.
Aprire il cantiere al pubblico è rendere attraversabile questa materia ancora febbrile, coglierla nel momento in cui prende forma portando con sé ciò che l’ha generata e ciò che ancora può modificarla. Una forma provvisoria, esposta all’incontro. Chi guarda entra nel tempo della creazione, tra le tracce che affiorano e le possibilità che restano in fermento.

Calendario delle repliche

La replica in programma. Clicca per i dettagli.

Spettacolo nell'ambito della terza edizione di "Leggere la scena – sguardi e strumenti per comprendere il contemporaneo"
"Leggere la scena" è un progetto ideato per offrire al pubblico nuovi strumenti critici e interpretativi utili alla comprensione dei linguaggi della danza e del teatro contemporaneo. Attraverso un ciclo di appuntamenti che coniugano la messa in scena di spettacoli con momenti di dialogo diretto tra artisti e spettatori, l’iniziativa intende stimolare una partecipazione più consapevole e attiva al processo di fruizione artistica.
Gli incontri si svolgeranno nel foyer del Teatro dell’Unione di Viterbo, luogo simbolico e accogliente dove scena e platea si avvicinano e si fondono. Dopo ogni rappresentazione in cui verrà proposta al pubblico una selezione di scene o estratti significativi dello spettacolo, sarà aperta una conversazione tra il pubblico e gli artisti coinvolti, volta a svelare i meccanismi drammaturgici e i processi creativi che stanno alla base della costruzione dello spettacolo.
Il progetto nasce con l’intento di promuovere un’educazione alla visione, accompagnando lo spettatore nella decodifica delle forme espressive del teatro e della danza contemporanea, valorizzando la pluralità di linguaggi e poetiche che oggi compongono il panorama performativo.
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