BARTALI ALL’INFERNO
durata 90 minuti
regia Manuela Mandracchia
di Sergio Pierattini
con Alessandro Benvenuti, Massimo Reale, Camilla Diana
Lo spettacolo racconta l’epico scontro tra due visioni del mondo: quella del Maggiore Mario Carità, torturatore nazifascista, e quella di Gino Bartali, campione sportivo ed eroe della Resistenza. Nel 1943 Bartali viene “convocato” dal Maggiore Carità in una delle celle di “Villa Triste”: la cupa residenza dove vengono interrogati e torturati i membri della Resistenza e dove le urla dei partigiani giungono all’esterno coperte dalle note di un pianoforte suonato giorno e notte. Per Mario Carità il ciclista fiorentino, che non si è mai iscritto al Partito Fascista e che si è sempre rifiutato di festeggiare i suoi trionfi dedicando la vittoria al Duce, è persona sospetta. Quello che più lo spinge ad indagare sono i continui allenamenti di Gino tra Firenze e Assisi nonostante tutte le gare siano sospese a causa della guerra. E il crudele Maggiore ha perfettamente ragione: Gino finge di allenarsi tra l’Umbria e la Toscana mentre trasporta, nascosti sotto il sellino della bicicletta, documenti contraffatti da far arrivare a famiglie ebree in fuga dall’Italia. Senza contare che ospita nella cantina di casa sua una famiglia di ebrei: i Goldberg. Tutta roba che garantisce un’immediata fucilazione. Da questo episodio realmente accaduto prende spunto la pièce teatrale, che racconta il drammatico interrogatorio in cui Mario Carità, comandante dei Repubblichini di Salò di stanza a Firenze, cerca di costringere Gino Bartali a rivelare quale sia il suo ruolo nella Resistenza e i nomi dei suoi complici.
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