Valentina Ferraiuolo
Programma

TAMBURO ROSSO

By Ven 24 Luglio 2020 No Comments

La pelle del tamburo è l’unica che puoi percuotere

Se c’è una peculiarità che distingue in modo chiaro la musica popolare dagli altri generi è la sua innata capacità di dare voce a quei gruppi o microcosmi sociali che sono normalmente esclusi dalla collettività. È facile intuire come gli “esclusi” un tempo fossero i contadini ed i pastori. Oggi invece sono coloro a cui viene tolta la voce e la possibilità di espressione. Sono le vittime di violenza. Violenza morale, violenza psichica, violenza sociale, che annienta prima lo spirito e poi, successivamente e non necessariamente, il corpo. Una violenza che spesso si consuma tra le mura domestiche o tra le vie dei paesi in cui tutto sembra scorrere tranquillo.
Alle vittime di violenza è letteralmente tolta la parola, perché che cos’è la parola se non l’espressione dell’io? E come può nascere la parola, il logos, se l’io è annientato? L’assenza di parola diventa la cifra, la dimensione entro cui si muovono le vittime di violenza. Il silenzio. La parola negata, strozzata. Il vuoto.
Da qui nasce “Tamburo Rosso”, dall’idea che il suono, le parole e la musica possano interrompere questo silenzio riempiendolo con la forza del grido, ma anche con la dolcezza di un canto o di una ninna nanna.
Progetto che nasce nel 2012 con lo slogan: “la pelle del tamburo è l’unica che puoi percuotere” in cui il tamburo, che nella tradizione è strumento “femminile” diventa il mezzo con cui parlare di donne, cantare di donne e recuperare la bellezza e la forza del ruolo della donna nella tradizione popolare e nella società, il tamburo e la donna sono facce di una stessa medaglia, un dualismo che li vede protagonisti di miti, storie e leggende.
Partendo da un lavoro di ricerca e ripercorrendo repertori e ritmi della tradizione italiana, Tamburo Rosso accende un faro sul ruolo sociale che oggi ha la donna e il suo strumento magico e su come ancora cerchino di interagire ponendo accenti su problematiche di cui l’uomo è vittima e carnefice.
Il tamburo diventa culla, scudo, figlio, il bene che scaccia il male.
La donna intona parole e accarezza l’anima di chi le ascolta, accogliendo con senso materno la fragilità del mondo intero.

© 2019 A.T.C.L.

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