È con grande entusiasmo che annunciamo gli esiti della call di selezione Emergenze Coreografiche, nell’ambito del progetto MetaDanze – nuova rete della danza di Roma e del Lazio, la linea di azione finalizzata al sostegno, alla valorizzazione e all'accompagnamento della nuova creatività coreografica del territorio nazionale.
Tra le numerose ed eccellenti proposte pervenute, la commissione selezionatrice ha individuato i progetti e gli autori che intraprenderanno questo importante percorso di residenza e sviluppo artistico. Un sincero ringraziamento va a tutte le autrici, gli autori e i collettivi che hanno partecipato inviando le proprie candidature, testimoniando la straordinaria vivacità e ricchezza del panorama della danza contemporanea.
Di seguito, le autrici e gli autori vincitori con i rispettivi progetti selezionati:
FLYOUT TRANSITION COMPANY U30 è una giovane formazione dedicata a danzatrici, danzatori e artisti emergenti nella fase di transizione tra formazione avanzata e professione.
La compagnia nasce come spazio di ricerca, creazione e sviluppo artistico, con l’obiettivo di accompagnare giovani interpreti nella costruzione della propria identità professionale e nell’esperienza concreta dei processi creativi e produttivi della danza contemporanea.
Il lavoro della compagnia si sviluppa attraverso pratica performativa, ricerca condivisa e confronto con differenti metodologie e linguaggi coreografici, favorendo una progressiva assunzione di responsabilità artistica da parte degli interpreti.
I progetti vengono sviluppati dalla compagnia all’interno di un percorso di ricerca e produzione coordinato dalla Direzione Artistica Generale di Giulia Mancini.
RATRACE indaga la corsa incessante verso il potere, il denaro, il successo — o, simbolicamente, verso un pezzo di formaggio.
Una rincorsa potenzialmente infinita, all’interno di un sistema in cui l’identità individuale rischia progressivamente di coincidere con il ruolo che ciascuno occupa nella competizione.
I corpi abitano un meccanismo che produce individui sempre più simili: gesti, abitudini e desideri si ripetono e si moltiplicano. Le giornate diventano sequenze automatiche scandite dagli spostamenti quotidiani, da consumi standardizzati, dalla ricerca continua di produttività e da una promessa di miglioramento personale che sembra non arrivare mai.
RATRACE osserva il momento in cui l’essere umano smette di percepirsi al di fuori della corsa.
Che cosa rimane quando l’identità viene assorbita dal sistema?
È possibile sottrarsi?
La musica può rappresentare una via di fuga?
L’amore?
La relazione con gli altri?
La possibilità di fermarsi?
Vivere per lavorare o lavorare per vivere?
Il movimento nasce dalla reiterazione, dall’accelerazione e dalla progressiva perdita dell’individualità. I corpi attraversano dinamiche di competizione, imitazione, dipendenza e resistenza, oscillando continuamente tra adesione al sistema e tentativo di interromperne il ritmo.
La ripetizione diventa il dispositivo centrale della ricerca coreografica: un ciclo inizialmente funzionale e ordinato che progressivamente rivela la propria natura alienante.
I wake up.
I exist.
I wake again.
All’interno di questa struttura apparentemente inevitabile, il lavoro ricerca quello spazio fragile nel quale possa ancora emergere una possibilità di scelta, relazione e libertà.
Nicolò Troiano e Alessia Antonuccio sono due danzatori contemporanei che condividono un percorso nell’ambito della ricerca corporea e relazione tra corpi. Il duo nasce dalla volontà di sviluppare una pratica coreografica condivisa, mettendo in dialogo le rispettive esperienze. Il lavoro presentato per questa call è in fase di sviluppo.
Nicolò Troiano — Danzatore e insegnante di danza contemporanea, si laurea nel 2022 presso l'Accademia Nazionale di Danza di Roma, dove collabora con coreografi di rilievo internazionale come Daphnis Kokkinos, Carsten Saeger e Robert Swinston. Nello stesso anno entra a far parte della compagnia MP3 Dance Project, diretta da Michele Pogliani. Con la compagnia si esibisce in tournée internazionali tra Europa e Asia, interpretando le produzioni Camera Obscura e Schrödinger Had a Cat Named Milton di Michele Pogliani e le opere di Lucinda Childs Relative Calm, Distant Figure, Dancing Glass e Glass With Silent, su musiche di Philip Glass. Parallelamente all'attività artistica, insegna danza contemporanea con particolare attenzione all'improvvisazione e alla tecnica Floor Work.
Alessia Antonuccio — Nasce a Cetraro, intraprende il percorso nella danza fin da giovanissima. Si forma presso l'Accademia Nazionale di Danza di Roma, dove consegue la laurea di I livello nel 2023 e quella di II livello nel 2025 in Danza Contemporanea, specializzandosi nella tecnica Graham. Nel suo percorso artistico collabora con coreografi e maestri di fama internazionale prendendo parte alle produzioni Sistemi Relazionali in forma di rito di Adriana Borriello, Changing Steps con Robert Swinston, su coreografia di Merce Cunningham, Kaash con Nico Monaco, su coreografia di Akram Khan e Act of Light – Ritual to the Sun con Caterina Rago, su coreografia di Martha Graham. Dal 2025 insegna tecnica Graham presso il Corso Professionale MP3 diretto da Michele Pogliani e collabora con diverse scuole di danza in Italia.
In uno spazio intimo e fragile, dove il corpo cerca equilibrio, le azioni si tendono e si distendono, rischiando e diventando vulnerabili. È una buona notte che non chiude, ma apre: un passaggio dalla malinconia alla luce, dal legame al distacco, dalla quiete al movimento.
Kali’Nifta è un passo a due che esplora la vulnerabilità e la trasformazione come condizioni fondamentali dell'esistenza. La ricerca coreografica si sviluppa in uno spazio intimo e denso, dove i due corpi si mettono in ascolto attraverso una continua ricerca di equilibrio e fiducia reciproca. Il linguaggio del movimento si fonda su un'alternanza continua di tensioni e distensioni, dove la fiducia e il rischio si contendono. Il duetto si apre in uno spazio sospeso, dove un solo danzatore abita la scena prima di essere raggiunto dalla danzatrice. Il loro primo incontro si traduce immediatamente in un gesto di abbandono reciproco, un fuori peso condiviso che dà il via a una prima fase conoscitiva. In questa parte iniziale, la ricerca sul movimento esplora l'esitazione, la resistenza e la graduale decisione di lasciarsi andare all'altro, traducendo la tensione emotiva in continue sospensioni, sbilanciamenti ed equilibri. Il passaggio al brano popolare Kali’Nifta segna la svolta drammaturgica e dinamica. Con l'ingresso della serenata d'amore salentina, la fiducia si stabilizza e lascia spazio a una vera e propria complicità. La pulsione ritmica della tradizione folk si intreccia al linguaggio contemporaneo, trasformando l'ascolto intimo in un dialogo corporeo più fluido.
Soraya Gomaa (1997) è una coreografa, ballerina e regista contemporanea italiana che vive a Roma. La sua ricerca si concentra sull’analisi antropologica del corpo come tela su cui tracciare il conformismo sociale e le tensioni umane. Si è laureata presso il DAF diretto da Mauro Astolfi nel 2024, dove ha lavorato come interprete per autori internazionali. Nel 2026 ha consolidato la propria identità artistica vincendo il premio Artist in Focus al CORA Dance Festival per M/F, mentre il suo cortometraggio Sogna Fiore Mio è stato selezionato per il Contact Dance Festival di Toronto.
La ricerca coreografica e drammaturgica di "M/F" si sviluppa come un’indagine antropologica sul binarismo di genere, utilizzando lo spazio scenico e l’abito come espedienti narrativi dei condizionamenti storici, culturali e sociali. La coreografia immerge lo spettatore in un'atmosfera onirica, ovattata e crepuscolare, concepita per custodire e proteggere una dimensione di profonda intimità. Al centro della scena, l'allestimento di un piccolo salotto vintage degli anni 40 evoca la memoria di un'epoca cardine per la codificazione dei ruoli domestici, trasformandosi in una gabbia psicologica in cui i due interpreti si muovono. A livello interpretativo, i danzatori hanno scavato nel proprio vissuto, dialogando e attingendo alle rispettive fragilità per portare sul palco un'emotività autentica e viscerale. La coreografia si sviluppa in tre momenti. L'introduzione si apre in una quiete apparente in cui i corpi, inizialmente neutri, scelgono attraverso il cross-dressing di indossare gli abiti del genere opposto: in questa metamorfosi, i corpi assimilano e subiscono la pesantezza del costume, scoprendosi drammaticamente simili nella carne, ma forzatamente distanti nella forma. Lo sviluppo estremizza i cliché e i condizionamenti sociali creando una spaccatura dolorosa: il maschile adotta movimenti rigidi, geometrici e distaccati di controllo autoimposto, mentre il femminile subisce un confinamento spaziale e psicologico, trovando nella radio l’unico scorcio e legame con un mondo esterno altrimenti invisibile. Nella conclusione, lo spegnimento della radio scatena l'isteria repressa del sorriso di facciata e l'urgenza di un'identità che non sia confinata in una gonna. Il maschile crolla sotto il peso della brutalità che è costretto a esercitare, sfociando in una lotta viscerale di rivalsa reciproca. In uno scontro elastico, i corpi si tendono e si fondono come i pesi di un pendolo, annullando ogni dualismo per confluire finalmente in una creatura unica, restituita alla sua pura e originaria essenza umana.
Ballerina professionista e insegnante specializzata in danze urbane, con una solida formazione triennale presso l’Urban Dance Academy (UDA). Performer versatile con esperienza in contest nazionali, produzioni teatrali ed eventi istituzionali. Affianco l'attività artistica a un’attività di insegnamento e di assistenza coreografica. Grande capacità di apprendimento rapido, attitudine al lavoro di squadra e gestione dello stress in contesti produttivi veloci.
Il mondo esterno parla una lingua fatta di giudizi, etichette e punti di domanda. Quando la tua identità non si allinea al coro, la società si trasforma in un giudice che tenta, costantemente, di omologarti.
Nonostante la spinta a considerarsi “sbagliati”, il singolo decide di alzarsi, rifiuta la sedia che gli è stata assegnata, e rivendica il suo diritto di essere diverso. Essere rotti dentro sarà davvero la sua debolezza?
Attualmente la formazione è impegnata nel lavoro attorno alla creazione INTERROGATION, un’opera che esplora la complessa dinamica tra l'individuo e la struttura di controllo esterna. Attraverso un interrogatorio psicologico ed estetico, la coreografia mette in scena la pressione della conformità e il conflitto interiore tra il desiderio di omologazione e la frattura dell'anima: “how does it feel to be broken inside?”. La performance mette in luce la maturità interpretativa dei ballerini e la capacità della guida coreografica di creare quadri visivi di impatto emotivo.
Come previsto dalla call, Emergenze Coreografiche non si configura semplicemente come una vetrina finale, ma come una vera e propria occasione di confronto, crescita e sostegno alla produzione. Gli artisti selezionati avranno a disposizione spazi di lavoro, tutoraggio e il supporto necessario per far evolvere e consolidare le proprie ricerche corporee e performative.
Il percorso vedrà il suo momento culminante in un appuntamento aperto al pubblico e agli addetti ai lavori: domenica 18 ottobre, dalle ore 10.30 alle 13.00, l’Auditorium Conciliazione di Roma ospiterà la presentazione dal vivo dei progetti vincitori.
Complimenti a tutte le vincitrici e a tutti i vincitori per questo traguardo e buon lavoro per la fase di creazione!