WEEK-END
durata 80 minuti
di Annibale Ruccello
con Sabrina Scuccimarra
e con Manuel Severino, Matteo D’Incoronato
regia Martino D’Amico
Il fine settimana di una professoressa di lingue, di origini meridionali, trapiantata a Roma: Ida. Una zitella acida e zoppa, sola, nella cui giornata, fatta di piccoli e grotteschi riti quotidiani, s’insinua qualcosa di torvo... La donna seduce Narciso, un idraulico più giovane di lei, e sembra avere macabri istinti sessuali anche su Marco, un adolescente a cui è solita dare ripetizioni pomeridiane. La casa, unico ambiente della pièce, sembra rispecchiare i suoi frammenti identitari, assumendo così un aspetto triste, sinistro, macabro ed inquietante; in realtà, l’autore si diverte con lo spettatore, e sembra volerne sfidare l’indole voyeuristica e la tendenza a giudicare. Ruccello, infatti, definisce questo testo un esperimento sullo spettatore. Le scene, una dopo l’altra, svelano un diverso aspetto dei personaggi, offrendo loro un’altra possibilità, un’umanità toccante e profonda, che disorienta via via qualunque affrettata valutazione. La solitudine di Ida acquista man mano una struggente vitalità. Il finale, del tutto inaspettato, è uno spiazzamento totale. Le musiche vanno da Mozart ai Ricchi e Poveri; il parlato, dal dialetto stretto all’italiano... come a voler attestare e difendere, attraverso forme tanto differenti fra loro, la libertà e la possibilità di vivere in modo diverso, al di là di ogni consuetudine e tradizione.
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