ULTIMO NASTRO DI MR. KRAPP
durata 60 minuti
da L’ultimo nastro di Krapp di Samuel Beckett
interpretato, adattato e diretto da Peter Ercolano
Krapp, pallido, scapigliato e col nasone arrossato, con ogni evidenza un clown, avido di banane, rintanato nel suo rifugio, seduto a un tavolo di una vecchia e logora scrivania, armeggia con un registratore, un vecchio magnetofono, e con una cassetta piena di bobine registrate. L’uomo versa in una situazione di estrema solitudine e conduce un assolo a due voci: una è umana, ed è la sua; l’altra è meccanica, ed è la voce registrata dal magnetofono, che pure, a suo modo, gli appartiene. Riascolta ciò che aveva registrato trent’anni prima, nel giorno del suo trentanovesimo compleanno. Il nastro registrato fa riaffiorare sogni svaniti, illusioni e scelte sbagliate. Krapp riascolta la sua voce emergere dal passato, interrompendo la continuità della frase con commenti derisori o ripetendo frammenti di ciò che ascolta con ironia, con disillusione. Krapp, un povero barbone-clown-scrittore, miope e un po’ sordo, che beve in completo isolamento, è un uomo decomposto e decomposti sarebbero i suoi ricordi se non potesse riascoltarli dalla sua voce incisa su nastro.
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