L’ULTIMA CORSA DI FRED – Tre febbraio millenovecentosessanta

Prosa
Crediti

durata 75 minuti
di Mario Gelardi, Giuseppe Miale di Mauro
con Massimo De Matteo
e con Mariano Bellopede (pianoforte), Ciro Riccardi (tromba), Claudio Marino (batteria)
regia Peppe Miale
produzione Ente Teatro Cronaca

3 febbraio 1960, una Ford Thunderbird sfreccia per le strade di Roma alle sei e venti del mattino. La folle corsa di quell’auto verrà fermata da un camion con cui si scontrerà. Non occorre molto perché gli inconsapevoli spettatori di quella scena si rendano conto che, alla guida di quell’auto, c’è Fred Buscaglione. Una vita e un successo lampo, finita con altrettanta immediatezza, una vita tra il fumo dei locali italiani ed europei a interpretare il ruolo del taciturno e imprevedibile cantante da night, un ruolo che forse non gli apparteneva tanto. Una storia raccontata da un testimone casuale, di quella vita breve, appena quarant’anni, un fan qualunque come ce ne sono ancora oggi. È il sogno del fan. Che non immagina ad occhi aperti ma agisce, fa, ripete fisicamente, replica il mito. E nel mito specchia il proprio vissuto, rendendolo per quanto possibile parallelo alle vicissitudini dell’Altro, che il Fan scruta, spia, insegue, ma non raggiunge mai. Anche perché l’Altro, infine, schizza via e la scelta da fare, stavolta, è diversa.

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