“Diario di un brutto anatroccolo” coniuga diversi linguaggi, il teatro e la danza a partire da un classico per l’infanzia di Andersen. Uno spettacolo attraverso il quale Factory, continua l’indagine sul tema della diversità/identità e dell’integrazione attraverso un linguaggio semplice ed evocativo. Un anatroccolo oltre Andersen che usa la fiaba come pretesto per raccontare una sorta di diario di un piccolo cigno, creduto anatroccolo, che attraversa varie tappe della vita come quelle raccontate nella storia originale, e compie un vero viaggio di formazione alla ricerca di se stesso e del proprio posto nel mondo e alla scoperta della diversità come elemento qualificante e prezioso. La nascita e il rifiuto da parte della famiglia, la scuola e il bullismo, il mondo del lavoro, l’amore che nasce improvvisamente e rapidamente può scomparire anche per cause esterne non riconducibili a noi, la caccia e poi la guerra come orrore inspiegabile agli occhi di chiunque, tappe di un mondo ostile, forse, ma che resterà tale solo sino a quando il nostro “anatroccolo” non sarà in grado di guardarsi negli occhi e accettarsi così come è.
DIARIO DI UN BRUTTO ANATROCCOLO
Scuole
Tematiche: ACCETTAZIONE
Crediti
da H.C. Andersen
di Tonio De Nitto
con Ilaria Carlucci, Francesca De Pasquale, Luca Pastore e Fabio Tinella
collaborazione al movimento coreografico Annamaria De Filippi
musiche originali Paolo Coletta
scene Roberta Dori Puddu
costruzione oggetti Luigi Conte
costumi di Lapi Lou
sarta Maria Rosaria Rapanà
luci Davide Arsenio
regia Tonio De Nitto
organizzazione Francesca D’ippolito
produzione Factory Compagnia Transadriatica TIR Danza
fondazione Sipario Toscana
TEATRO D'ATTORE
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