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scritto e diretto da Leonardo Petrillo
Programma

C’erano una volta le fiabe

By Ven 24 Novembre 2023 No Comments

Italo Calvino e le radici dell’immaginario italiano

Le favole, come i sogni, accadono in luoghi immaginari, atemporali, e come i sogni parlano all’inconscio, ci fanno vedere l’invisibile che vogliamo vedere: fuggire con la fantasia, per scoprire la realtà. Nel teatro, la più antica fabbrica di sogni, rivivono le radici delle favole che Italo Calvino, alla fine della Seconda guerra mondiale, iniziò a raccogliere e tradurre, dai vari dialetti. Il lavoro gli fu commissionato da Giulio Einaudi, per “unificare” l’Italia distrutta, attraverso archetipi nei quali tutti gli italiani si riconoscessero. Chi meglio di quel grande scrittore, figlio di Eva Mameli, discendente di Goffredo, l’autore del nostro inno, poteva farlo? Calvino accettò, sapendo che niente ci affratella più di quelle narrazioni fatte di corpo, voce, emozioni, passate di bocca in bocca. Le fiabe, sono passato e presente, miti arcaici per tutte le età. È di loro che abbiamo bisogno, per uscire dagli schemi, attingere all’immaginario che ci abita e trovare soluzioni nuove. Non sarà la razionalità, ma la creatività a salvarci.

Lo spettacolo
In un teatro in cui si celebrano i 100 anni dalla nascita di Italo Calvino. La presentatrice sta ricordando la figura dello scrittore quando un guasto lascia al buio il pubblico. Mentre si attende il ritorno della luce, sei personaggi, entrano in scena illuminati solo da candele. Sono “le voci” delle fiabe raccolte da Calvino, narrazioni tratte dalla bocca del popolo, dal mediterraneo alle alpi, con quel “vecchio dialetto che ha nel suo sapore un gocciolo del latte di Eva”, come ci ricorda Andrea Zanzotto. I teatranti, come gli antichi rapsodi ed i marinai, da sempre, raccontano le loro avventure, vere o sognate che a volte si incontrano. come quelle cose che accadono ai bambini… e non sanno se sono realtà o fantasia, perché… sono tutte e due insieme.
Leonardo Petrillo

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