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LUMEN Tra scienza e sogno

By Lun 21 Giugno 2021 No Comments

Uno spettacolo in cui la scienza incontra la danza e l’immagine poetica. La vita di una delle scienziate più importanti del Novecento messa al servizio dell’immaginazione e del sogno. Un monologo al femminile in cui prosa e immagine si fondono. Una storia di coraggio che, da particolare, diventa universale.
Lumen è il racconto di come l’uomo, nella storia, è riuscito a vincere le sue paure, a spiegare i fenomeni naturali grazie alla scienza, ma soprattutto
all’immaginazione.
Lo spettacolo racconta il rapporto tra l’umanità e i misteri del cielo e delle stelle attraverso le peripezie e la vita privata di una famosa scienziata del Novecento: Marie Curie, una migrante che ha fatto la storia. Intelligente e curiosa, Marie Sklodowska fa i conti fin da giovane con la discriminazione femminile. Per poter studiare, infatti, è costretta a trasferirsi da Varsavia a Parigi, poiché in Polonia l’università è proibita alle donne. Nella città francese conosce e sposa Pierre Curie, insieme al quale vince il premio Nobel per la fisica nel 1903, per aver scoperto due nuovi elementi chimici, il polonio e il radio. È la prima donna a ottenere tale premio e l’unica ad aver vinto un secondo Nobel, quello per la chimica nel 1935, per la scoperta della radioattività artificiale. Ma quello che più conta è che tutte questi accadimenti sono imbevuti dalla miracolosa caparbietà di una donna che, vincendo tutte le avversità e tutti i pregiudizi, realizza tutti i suoi sogni.
Una delle sue frasi più famose fu: “Non dobbiamo avere paura di qualcosa, dobbiamo solo comprenderla”. Marie Curie è un simbolo forte della lotta contro i pregiudizi e le discriminazioni sociali. La scienziata, unica nella storia ad aver vinto due premi Nobel in due diverse discipline, combatte per tutta la vita contro chi la considera solo una povera donna venuta da un paesino sperduto della Polonia fino in Francia per seguire i suoi sogni. Marie Curie rappresenta inoltre la forza del coraggio che porta a superare i propri limiti e a spingere le proprie forze oltre il limite di quello che si crede possibile.
Una donna che pur cercando di rispondere a tutte le numerose domande che ogni giorno si fa sull’origine delle cose, guardando in alto, si sente sempre invadere dall’incanto misterioso del cielo stellato. Una delle sue frasi più famose fu: “Non dobbiamo avere paura di qualcosa, dobbiamo solo
comprenderla”.
Lo spettacolo inoltre risulta essere un omaggio alla scienza e alla ragione anche attraverso il racconto che l’attrice fa, in modo significativo, usando dei piccoli laboratori scientifici, dove con il teatro di figura propone le imprese dei grandi scienziati, da Giordano Bruno a Galileo, da Newton a Einstein . Lo spettacolo utilizza il linguaggio del teatro d’oggetti e s’impreziosisce di momenti di danza e teatro d’immagine. Il racconto procede sempre affiancando la semplice narrazione a momenti di dimostrazione pratica ed esperimenti e osa, cercando di trasmettere complicate teorie scientifiche
attraverso gli strumenti del gioco e della fiaba.

© 2019 A.T.C.L.

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