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Pako Ioffredo, Demi Licata, Daniel Pennac
Programma

DAL SOGNO ALLA SCENA

By Lun 26 Settembre 2022 No Comments

Uno spettacolo che nasce dal desiderio di raccontare l’universo teatrale di compagnie Mia. 

Una riflessione sul teatro. 

Un percorso che intreccia il racconto diretto con diversi passaggi degli ultimi adattamenti teatrali di Daniel Pennac, il mondo narrativo e onirico dell’autore abita la scena. Il sogno è al centro della narrazione ed è il punto di partenza. Daniel talvolta parte dai sogni come fonte d’ispirazione letteraria. Tra i testi che prenderanno vita sul palco: La Legge del Sognatore, Storia di un corpo, Bartleby – Mon Frère, Grazie, L’avventura Teatrale – Le mie italiane. In teatro, l’autore produce un linguaggio, utilizza la materia onirica mettendola su carta: Clara Bauer la regista, traduce queste immagini sul palcoscenico a partire dai racconti di Pennac, una mise en espace di corpi evocanti immagini sonore. Pako Ioffredo, Demi Licata e Daniel Pennac, agendo e interpretando daranno vita a dei personaggi, riprodurranno quelle immagini affinché lo spettatore viva la sensazione di essere sedotto, come in un sogno, da un effetto di realtà. Daniel Pennac, in scena con Pako Ioffredo e Demi Licata, con le musiche di Alice Loup e Antonio Urso, la mise en espace di Clara Bauer, entrerà dal vivo fra le pieghe dei suoi libri e dei suoi ultimi spettacoli, incontrando il pubblico in quella linea di confine fra interpretazione e narrazione, lettura e recitazione. La piuma e i sogni di Pennac giocano con la poesia della scena.

E che il piacere e l’humour ci guidino! 

NOTE di Daniel Pennac

Quando sogniamo il nostro cervello produce delle immagini che si trasformano in sensazioni, bellissime, se ricordiamo i sogni come meravigliosi, terribili, se li definiamo incubi al nostro risveglio. Immagini e sensazioni non possono essere spiegate per come sono, abbiamo bisogno di utilizzare la parola. Nel momento che ci affidiamo alle parole, immagini e sensazioni non saranno più le stesse, la nostra intelligenza diurna le reinterpreterà, così nasce il racconto. Un racconto che vive in un diverso stato dell’intelligenza, quella analitica e narrativa, miracolosamente evocativa, differente dalle immagini che abbiamo intensamente vissuto nel nostro universo notturno, non meno efficace nel ridonare a chi ascolta le stesse sensazioni. 

Che ci faccio qui? Che ci sto a fare dietro le quinte di questo teatro, dietro a questa porta che sta per aprirsi sul palcoscenico? Io! Su un palcoscenico! Che mi ha preso? Io che non ho mai voluto fare l’attore! Tra poco la porta si aprirà e io mi precipiterò in scena. Perché? Perché io? In che cosa mi sono andato a cacciare? Ma che cosa ho nella testa?

 

In lingua italiana ed in lingua francese tradotta dal vivo in italiano

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