Sebastiano Lo Monaco
Programma

Io e Pirandello

By Mar 17 Dicembre 2019 19 Dicembre, 2019 No Comments

in viaggio con i miei autori

“Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti”
Luigi Pirandello

Pièce interpretata e voluta fortemente da Sebastiano Lo Monaco, in cui la vita dell’attore siciliano e quella dello scrittore Luigi Pirandello si incontrano, si contaminano, si intrecciano e si sforano.
Lo Monaco ci trasporta in una Sicilia lontana ma non dimenticata per farci riassaporare i sapori e gli odori della sua infanzia e della sua adolescenza: gli aneddoti della sua storia personale sono il filo conduttore per raccontarci l’incontro con il teatro attraverso la tragedia greca, (numerose in questa pièce le citazioni e le interpretazioni di autori come Sofocle ed Euripide), che lo porteranno poi, in età matura, all’incontro spirituale con Luigi Pirandello.
Una somiglianza oramai anche fisica, quella tra l’attore e l’autore, che li ha portati a condividere idealmente le gioie e i dolori della vita.
Pirandello un uomo infelice, una vita segnata dalla depressione, male del nostro secolo, dalla quale però può nascere la bellezza: questo accomuna questi due uomini di teatro che si sono succeduti nel ‘900.
Ecco che allora in questa ora e mezzo di recital emerge un Pirandello poco conosciuto, un Pirandello delicato, intimo, a tratti ironico.
L’autore siciliano prende forma davanti allo spettatore per mostrarsi nei panni di un uomo come gli altri, capace però di mettere su carta le sfumature della realtà.
E attraverso di lui anche Lo Monaco si mette a nudo, si racconta intimamente per la prima volta sul palcoscenico, per mostrare la sua “maschera nuda”, il suo volto, segnato ma capace di trasmettere passione e calore.
Sebastiano Lo Monaco e Luigi Pirandello spiritualmente insieme sul palcoscenico per raccontarci di un teatro vissuto visceralmente.

Ironia e comicità stanno alla base del nuovo lavoro di Sebastiano lo Monaco che porta in scena il mistero della creazione, ma anche quello della solitudine. La solitudine dell’autore, dell’attore, del critico. Sebastiano lo Monaco in questo testo, che nasce dalle viscere del teatro, drammatizza il male di vivere dell’attore, con quel tanto di umorismo che lo lega a Pirandello, di cui è stato interprete osannato, con testi come “Il berretto a sonagli”, “Come tu mi vuoi”, “Enrico IV”, “Non si sa come”, “Questa sera si recita a soggetto”, Sei personaggi in cerca d’autore”.Per lo Monaco l’incontro con Pirandello si è trasformato in un vero e proprio processo simbiotico, tanto che spesso ne utilizza la lingua delle origini, quella della trilogia, scritta in dialetto che l’autore Agrigentino chiamava dialettalità da intendere come unico e vero idioma capace di esprimere il sentimento delle cose, oltre che la loro forza concettuale. Inoltre ne ha ereditato la vis comica frutto di una combinazione tra tragico e comico, che nasce da una situazione drammatica, presente in quasi tutti i suoi spettacoli. Lo spirito di io e Pirandello è proprio caratterizzato dall’uso di una drammaturgia che alterna l’alto e il basso della tragedia greca con quello dell’umorismo che l’attore utilizza ricorrendo ad un dialogo serrato col pubblico che diventa, anche esso, partecipe di ciò che accade in palcoscenico, in forma interattiva. Venticinque anni di storia Pirandelliana si trasformano in una biografa esaltante che diventa testimonianza di un modo di fare teatro senza cadere nella retorica o nella falsità. Il copione è concepito come un pretesto che suggerisce all’attore la linea interpretativa ,frutto di continue invenzioni che nascono direttamente sulle tavole del palcoscenico, al centro c’è sempre l’attore che cerca di raggiungere la verità dei sentimenti che interpreta, con quel distacco che non è piccolo, bensì frutto di ironia e sarcasmo. Lo Monaco rivisita il suo passato, accanto a Pirandello i tragici greci: Eschilo, Sofocle ,Euripide, solo che, questa rivisitazione, non ha a che fare con la memoria, che è sempre inaffdabile, capricciosa, né trattasi di memoria affettiva, proprio perché porta in scena il passato, per rivivere il presente. Lo Monaco sceglie di farci ridere passando in rassegna i personaggi del suo repertorio che combina con quelli della sua autobiografa.Una grande lezione di teatro.

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