Pamela Villoresi e Marco Scolastra
Programma

LA MUSICA DELL’ANIMA

By Ven 5 Agosto 2022 No Comments

ritratto di Eleonora Duse tra le note della sua epoca

Eleonora Duse: un mito del teatro, un esempio di coraggio, una passionaria innamorata della libertà.
Formatasi con l’anima e l’arte in generale, ma soprattutto attraverso la musica.
Ed io, attrice, cavalla selvatica della scena che sempre ha mal sopportato morsi e briglie, come posso non
sentirmi in debito, come non amarla?
Questo recital è per me un modo di sdebitarmi un po’ con lei, un’occasione (attraverso il bel testo di Maria Letizia Compatangelo) di far conoscere una grande donna e artista italiana, e tanta musica della sua epoca che abbiamo, erroneamente, dimenticato troppo presto, ma che potremo finalmente riascoltare grazie alla maestria e alla sensibilità di Marco Scolastra.

Pamela Villoresi

«L’entusiasmo venne più tardi; venne dopo il secondo atto, quando ella sciolse le delicate e profonde musiche della sua anima e della sua voce». Così il più autorevole critico teatrale italiano del primo novecento, Renato Simoni, scrive sul «Corriere della Sera» di Eleonora Duse nel 1921, ma Simoni non è il solo a ricorrere alla musica come metafora della rivoluzione che la Duse, universalmente riconosciuta come l’iniziatrice della recitazione moderna, ha portato sulle scene del teatro mondiale.
Questo spettacolo – grazie alla recitazione di una nostra grande interprete, Pamela Villoresi, e alle musiche suonate da Marco Scolastra – vuole ripercorrere il lungo viaggio di Eleonora sulle vie del teatro e del mondo, in un dialogo appassionato tra recitazione e musica che ci restituisca l’atmosfera e il senso della vera storia di Eleonora Duse, una storia ricchissima (molto oltre il rapporto con D’Annunzio, di cui si parla solitamente), piena di luci e ombre capaci di avvincere e sorprendere il pubblico. Una storia che racconta il teatro e il cinema mondiali tra otto e novecento e che attraversa la società italiana, con i suoi più grandi protagonisti, dall’Unità d’Italia al fascismo.
Il suo stile di recitazione così scarno, intenso, sensuale, denso di pause, fortemente emozionale, era quasi una partitura musicale che penetrava i personaggi per renderli al pubblico in una creazione d’arte in comunione con esso, servendosi di tutto il corpo, del gesto come della parola e dello sguardo. «Le parole sono foderate – diceva Eleonora – bisogna scovarne il senso profondo, quello che sta sotto». Donna indipendente e coraggiosa, artista generosa e esigente, Eleonora Duse fu una pioniera in molti campi dell’arte e della vita.
Grande amica di Matilde Serao, di Ellen Terry, di Isadora Duncan e Gordon Craig, era un’intellettuale curiosa di ogni forma d’arte e la sua storia si intreccia più volte con la storia della musica: dalle melodie di Napoli, città che vide nel 1878 la nascita della sua stella nel firmamento dell’arte, al melodramma di Verdi, Mascagni e Puccini – che lei visse attraverso l’amore per Boito, l’amicizia con Giacosa e il rapporto di capocomica con Verga, di cui interpretò La lupa – , all’impressionismo francese a cavallo tra i due secoli, sullo sfondo del rapporto di amore e rivalità con la grande Sarah Bernhardt, ai compositori russi, che conobbe nelle sue ripetute e trionfali tournée, sino alle note di Rhapsody in blue, che il 12 febbraio 1924 dalla Aeolian Hall di New York stupirono l’America e il mondo intero, proprio mentre Eleonora era lì, negli Stati Uniti, per la sua ultima trionfale tournée.

Maria Letizia Compatangelo

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