
La mia playlist n. 42 è una performance che esplora i territori della sospensione quotidiana: quei momenti in cui, presi da un gesto abituale, l’ascolto della musica apre uno spazio di immersione totale. Attraverso una playlist personale si attiva una dimensione performativa in cui affiorano frustrazioni, tensioni, rabbie, erotismo ed egocentrismo. Attimi intimi in cui è possibile sentirsi, anche solo per un istante, qualcuno. Qualcuno di importante. Il movimento è viscerale, impulsivo, nervoso. Esplode, si esaspera, si consuma. Fino a svuotarci, a lasciarci un po’ più leggeri. E al ritorno, ancora una volta, alla vita quotidiana.
