
Scrisse di lui Carlo Bo: Dino Campana fu l’ultimo grande poeta divorato dal fuoco per poi entrare nel cuore stesso della notte.
Con questa premessa, nasce lo spettacolo dedicato al poeta di Marradi.
I suoi versi descrittivi, minuziosi, elegiaci, sognanti e profondi sprigionano nell’ animo del lettore una straordinaria forza emotiva ,unica e rara. L’illustrazione in versi dei luoghi natii non si limita a descrivere soltanto ciò che l’occhio nudo percepisce ma scava fino in fondo la bellezza della natura e dell’animo umano. I Canti Orfici, unica sua creazione letteraria, trovano chiarezza attraverso la conoscenza della biografia dell’autore. La sofferenza, il dolore del poeta ,tuttavia, non offuscano il suo desiderio di vita. Ed è la musicalità del verso e della prosa che dà maggiore credibilità al racconto della vita di un uomo in perenne conflitto con la società che lo circonda e che soprattutto lo etichetta a causa della sua grave malattia psichiatrica. Tuttavia, la forza della parola e la sua profondità di pensiero daranno vitalità al poeta Dino Campana che troverà il suo punto fermo incontrando e amando in modo viscerale Sibilla Aleramo, scrittrice di grande forza e temperamento. Quest’ ultima ha rappresentato per Campana lo spartiacque tra ciò che è sogno e ciò che è realtà.Come scrive Campana “l’ arte, la poesia è amore reale,continuo e infinito.” Il cuore dei poeti è ben talvolta bello già di se stesso e voi potreste ben saperlo se solo voi credeste o aveste un pochettino di umanità. I miei versi sono fatti di tutto quello che vi piacerà”. Infine, Sibilla aggiunge “è un povero fanciullo ma è amore e tu che sei mai, poesia, se fra le mie mani non riporti il suo viso.”
