
Durante la preparazione di uno spettacolo teatrale, gli Artisti, gli Autori e le Maestranze indistintamente sognano un trionfo indimenticabile che li collochi, di diritto, nell’Olimpo riservato ai Grandi Successi. Di sicuro, però, nessuno oserebbe mai immaginare un’affermazione da Guinness dei Primati. Ma a volte i sogni, come nella migliore tradizione cinematografica, diventano realtà.
La trama, incentrata sulla figura del Patrono d’Italia, racconta i valori e le emozioni della quotidianità, ma dedica interessanti momenti e intense riflessioni sul rapporto tra padri e figli, spesso contaminato da aspettative diverse e da valori distanti che alimentano sofferenti dicotomie, nella ricerca disperata di un reciproco amore.
In questo particolare caso, un commerciante grezzo e banalmente materialista, come Pietro Bernardone, non può comprendere le mete superiori e trascendenti del Figlio. E, per molti versi, questo è anche umanamente comprensibile: San Francesco è considerato una figura rivoluzionaria nella Chiesa Cristiana: Papa Pio XII lo definirà “il più italiano dei santi e più santo degli italiani”:
Lo spettacolo offre quindi due diversi piani di lettura: da una parte la rappresentazione di una verità documentata, la descrizione di un contesto all’interno del quale si muove la figura di San Francesco d’Assisi, dall’altra un conflitto generazionale che non ha bisogno di riferimenti storici, perché fa parte della storia dell’umanità, di tutte le generazioni e di tutte le epoche.
Un cast di 20 elementi, tra cantanti, attori e ballerini, ci accompagnerà n questo viaggio musicale, che racconta una delle figure più importanti della Cristianità.
Un viaggio per alcuni aspetti mistico e spirituale, per altri di elegante intrattenimento e di travolgente simpatia.
