tuttigiudalmuro
Fara Sabina | Sala Archi
Domenica 3 Aprile | ore 17.00
TUTTI GIÙ DAL MURO!
di Marco Zoppello
Favola semiseria sull’abbattimento dei muri e il potere della risata.
Atto unico per due attrici e un robot.
Stivalaccio Teatro

CREDITI
Con Sara Allevi, Anna De Franceschi e Michele Mori/Giulio Canestrelli
Oggetti e scenografia Alberto Nonnato
Costumi Antonia Munaretti
Voce Off Mirko Artuso
Regia Marco Zoppello
Produzione StivalaccioTeatro
Con il contributo della Regione Toscana e di NataTeatro

SINOSSI
Un luogo, o meglio, un Non luogo. Un posto, anzi, tanti posti. Due bambini con tutto da scoprire: la gioia, l’amicizia, la paura, i pregiudizi. Un giorno i “grandi” decidono che il paese va diviso in due. Troppa confusione. Gli “Uni” da una parte gli “Altri” dall’altra. Perché dividerli? Un motivo si trova sempre: colore della pelle, lingua, religione, ceto sociale, chi lo sa? Nel “Non luogo” uno vale l’altro. Ed ecco comparire la Guardia, con l’implacabile linea rossa,pronta a dividere il paese. Non si può sgarrare, Lei controlla tutto e niente le sfugge, dall’alto della torre di controllo. Poco per volta, tra gli “Uni” e gli “Altri”, così come tra Margherita edEvelina, questo il nome delle due bambine, vengono erette alte barriere, fatte di staccionate e di muri ma anche di divieti, rimproveri e pregiudizi. Presto i bambini si accorgono che non c’è niente di più stupido: come si fa a giocare, ridere e, perché no, litigare, se un muro ci separa? Ma, se è vero che “una risata vi seppellirà”, le piccole Margherita ed Evelina terranno sotto scacco l’intero paese e metteranno alla berlina la Guardia, finché da ogni finestra non si leverà uno sghignazzo assordante, che farà tremare il muro tanto da abbatterlo, con buona pace di chi tenta di alzare barriere nel Mondo.

“Liberamente ispirato al film di Luigi Zampa “Cuori senza frontiere” lo spettacolo prende il via dall’idea di romanzo di formazione e di fiaba universale. I luoghi traggono spunto dalla realtà, così come il percorso di crescita dei protagonisti, ma i contorni risultano ovattati, espressionisti e il tema universale delle barriere e della “diversità” rimanda ai grandi universi di autori come Andersen e i fratelli Grimm. Quanto può essere importante parlare ai ragazzi di “muri”, siano essi sociali, religiosi, politici, etnici o vere e proprie barriere in mattoni posti nei luoghi caldi delle città?
Come vivono l’integrazione, la scoperta della diversità, degli accenti, delle lingue, dei colori? Vogliamo provare a rispondere a queste domande partendo dall’idea che il teatro ragazzi debba essere luogo del sapere: saper ascoltare, giudicare e crescere.
Un luogo di formazione e di sviluppo della coscienza civile, dove l’ordinario diventa extra-ordinario, attraverso la poesia, l’immaginazione e il sorriso”. Marco Zoppello