tantefacce

Albano – Teatro Alba Radians
Sabato 6 febbraio 2016 | ore 21:00
TANTE FACCE NELLA MEMORIA
testi liberamente tratti dalle registrazioni di Alessandro Portelli
con Mia Benedetta, Bianca Nappi, Carlotta Natoli, Lunetta Savino, Simonetta Solder, Chiara Tomarelli
regia Francesca Comencini

CREDITI
a cura di Mia Benedetta e Francesca Comencini
testi liberamente tratti dalle registrazioni di Alessandro Portelli
regia Francesca Comencini
con Mia Benedetta, Bianca Nappi, Carlotta Natoli, Lunetta Savino, Simonetta Solder, Chiara Tomarelli
assistente di regia Andrea Sandali
luci Gianni Staropoli
costumi Paola Comencini

SINOSSI
Francesca Comencini dirige a teatro “Tante facce della memoria”, sei storie di donne partigiane e non che nel ’44 vissero l’eccidio delle Fosse Ardeatine, feroce rappresaglia dopo il tragico attentato di via Rasella del 23 marzo 1944. Un’esperienza terribile ripercorsa dall’autrice attraverso le voci di sei donne toccate in prima persona. Curato da Mia Benedetta e Francesca Comencini, lo spettacolo è nato con l’ascolto delle registrazioni delle testimonianze dirette. Lo spettacolo affronta una delle pagine più drammatiche della nostra storia. Lo scopo del progetto è proprio questo, raccontare una pagina così drammatica attraverso testimonianze personali e ripercorrendo le varie mutazioni intercorse nel clima politico. Un modo per ricordare quanto le donne hanno fatto per Roma e per l’Italia in tempi così difficili e non così remoti.

 “Una cosa di cui io non m’ero mai molto reso conto prima è che lì alle Fosse Ardeatine sono morti tutti uomini e hanno lasciato tutte donne: questa è una storia che non viene mai raccontata: le vite delle persone che sono rimaste, sua madre, sua sorella, cioè voi vi siete trovate…”

A partire da questa considerazione di Alessandro Portelli nel suo libro L’ordine è già stato eseguito nasce e si sviluppa il progetto di mettere in scena le voci di queste donne, le loro testimonianze, la loro storia che si ricongiunge e intreccia con la parte di una storia d’Italia e di Roma in particolare, profondamente significativa per la costruzione di ciò che siamo adesso. Grazie al libro e agli innumerevoli nastri raccolti da Portelli e grazie alla collaborazione con l’autore con l’Archivio sonoro “Franco Coggiola” del Circolo Gianni Bosio e Casa della Memoria e della Storia, Mia Benedetta e Francesca Comencini hanno costruito una drammaturgia che ci restituisce la testimonianza di donne che hanno attraversato come protagoniste femminili il terribile eccidio delle Fosse Ardeatine. Come parenti delle vittime, come partigiane, come testimoni, come figure di resistenza all’occupazione di Roma. La lucidità di Marisa Musu, il coraggio di Carla Capponi, la veridicità popolare di una Ada Pignotti, così come l’intelligenza popolare di Gabriella Polli la passione della Simoni e della Ottobrini, ricostruiscono nei dettagli e attraverso il proprio personale intimo sguardo, un periodo storico tragico e un eccidio tra i più degenerati della storia moderna.

L’urgenza artistica del progetto è quindi la memoria. Il non dimenticare quanto le donne hanno fatto per Roma e per l’Italia in tempi così difficili e non così remoti. Una memoria orale, non solo letteraria, ma carnale, emotiva, sensitiva, che possa continuare a vivere e possa essere conosciuta e divulgata.
E il teatro per le sue caratteristiche intrinseche di contatto con il pubblico e di trasposizione artistica rappresenta il luogo di maggior espressione di questo tentativo.