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Sezze – Auditorium Mario Costa

Domenica 24 gennaio 2016 | ore 17:30
SANDOKAN
o la fine dell’avventura
I Sacchi di Sabbia

famiglie a teatro

INFO

CREDITI
Liberamente tratto da “Le tigri di Mompracem” di Emilio Salgari
scrittura scenica Giovanni Guerrieri
con la collaborazione di Giulia Gallo e Giulia Solano
con Gabriele Carli, Giulia Gallo, Giovanni Guerrieri, Enzo Illiano, Giulia Solano
tecnica Federico Polacci
costumi Luisa Pucci
Produzione I Sacchi di Sabbia/Compagnia Sandro Lombardi
in collaborazione con Teatro Sant’Andrea, La Città del Teatro, Armunia Festival Costa degli Etruschi
Con il sostegno della Regione Toscana

 SINOSSI
“Un tavolo da cucina con sopra molti ortaggi qualche attrezzo, taglieri, grattugie, pentole e, impegnati a tritare, sminuzzare, sezionale sedani, patate, erbe aromatiche e via dicendo, quattro non cuochi ma ragazzi qualunque, tre maschi e una femmina. Mentre costoro si adoperano nell’attività collettiva con fervore e con discreta coordinazione, passandosi gli ingredienti, buttandoli nel recipiente comune, eccetera, recitano una sintesi del romanzo Le Tigri di Mompracem di Emilio Salgari: dicono le descrizioni, pronunciano le battute dei dialoghi, impersonano, anche, sinteticamente, i vari personaggi i cui nomi una volta non erano estranei a nessun italiano che da bambino avesse avuto tra le mani questo o un altro romanzo della saga. Infiammati da una prosa che non lesina gioielli dal valore inestimabile, costumi esotici dallo sfarzo inimmaginabile, battaglie cruente fino all’inverosimile, i quattro in certi momenti si esaltano fino a bombardarsi vicendevolmente di legumi o a gettare in aria il macinato producendo piogge che alludono ai cannoneggiamenti; si camuffano anche, per brevi istanti: un rondello di carota diventa il monocolo di un notabile, un’oliera metallica la pipa di un altro, una casseruola sul capo, naturalmente, un elmetto. Movimentati da piccole gustose trovate, come i combattenti di varie razze fatti con stecchini infilati dentro pomodori, ravanelli, zucchine, i circa 60 minuti di questo Sandokan o la Fine dell’Avventura scorrono assai piacevolmente.”                  Masolino D’Amico, La Stampa, 10 agosto 2008