riccardo iiiMontalto di Castro – Teatro Lea Padovani
Domenica 30 novembre 2014|ore 18:00
RICCARDO III
di William Shakespeare
con Alessandro Gassman
regia Alessandro Gassman

CREDITI
traduzione e adattamento Vitaliano Trevisan
scene Gianluca Amodio
costumi Mariano Tufano
musiche originali Pivio & Aldo De Scalzi
videografia Marco Schiavoni
ideazione scenica e regia Alessandro Gassmann
con
Alessandro Gassmann
Mauro Marino
Giacomo Rosselli
Manrico Gammarota
Emanuele Maria Basso
Sabrina Knaflitz
Marco Cavicchioli
Marta Richeldi
Sergio Meogrossi
e con la partecipazione di Paila Pavese
Teatro Stabile del Veneto
Fondazione Teatro Stabile di Torino
Società per Attori
Con la partecipazione produttiva di ”LuganoInScena”

SINOSSI
“La decisione di affrontare, per la prima volta anche da regista, un capolavoro di William Shakespeare non è disgiunta dal felice incontro artistico con Vitaliano Trevisan. Ho sempre avuto nei riguardi del Bardo, forse per l’incombenza di gigantesche ombre familiari, un certo distacco, un approccio timoroso; le messe in scena dei suoi capolavori, lo confesso, non sono mai riuscite a coinvolgermi del tutto, forse per la difficile sintonia con un linguaggio così complesso e articolato ma anche, in molte traduzioni, oscuro e arcaico. Un “ostacolo” che mi ha sempre impedito di immaginare una messa in scena in grado di restituire l’immensa componente poetica ed emozionale e allo stesso tempo di innervare di asprezza contemporanea il cuore pulsante ed immortale dell’opera shakespeariana attraverso il registro comunicativo a me più congeniale, ovvero quello della modernità e dell’immediatezza. I primi incontri con Trevisan e i successivi scambi di opinione non hanno fatto altro che confermare questa prima impressione; ci siamo trovati concordi nell’idea di trasmettere i molteplici significati di questo capolavoro attraverso una struttura lessicale diretta e priva di filtri, che liberasse l’opera da ragnatele linguistiche e ne restituisse tutta la complessità, la forza, la bellezza e la sua straordinaria attualità. Il “nostro” Riccardo, col suo violento furore, la sua feroce brama di potere, la sua follia omicida, la sua “diversità” dovrà colpire al cuore, emozionare e coinvolgere il pubblico di oggi (mi auguro in gran parte formato da giovani), trasportandolo in un viaggio affascinante e tragico, attraverso le pieghe oscure dell’inconscio e nelle “deformità” congenite dell’animo umano”. Alessandro Gassmann