STAGIONE TEATRALE IN ABBONAMENTO 2009- 2010
 


Renato Campese

 Marco Paoli                 Cristina Caldani

in

La scuola delle mogli 

di Molière

Traduzione e adattamento di Maurizio Annesi

 Regia

Maurizio Annesi

Scene di Kim Marie Brittain                                        Costumi  Anna Mode

 

Durata dello spettacolo : 100 minuti escluso l’intervallo

  Note di regia  

Alla "Scuola delle mogli" (1662) toccò probabilmente il più strepitoso successo che Molière ottenne nella sua vita di teatrante. Il tema, lo stile e l'intelligenza della costruzione colpirono i commedianti suoi contemporanei fino a suscitarne l'invidia, e il divertimento continuo dello spettacolo attirò il pubblico a ogni rappresentazione. Dal successo della pièce nacque il singolare controcanto della "Critica della Scuola delle mogli", che ritrae, con acume impietoso e arroventato, le reazioni del pubblico alla commedia più acclamata della stagione teatrale francese del 1662.Essa è l'espressione della più compiuta maturità del commediografo francese. Il tema della commedia, ritenuta in parte autobiografica, è il contrasto tra la gelosia e la ragione, impersonate da Arnolfo e Cristaldo.

Arnolfo è  tutore di Agnese e vorrebbe sposarla e sistemarsi con lei, ma Cristaldo, un suo amico, cerca di farlo ragionare sulla cosa. Intanto Orazio, figlio di un altro grande amico di Arnolfo, Oronte, si invaghisce della ragazza e dice ad Arnolfo di volerla sposare. Arnolfo sgrida i domestici perché non hanno controllato la protetta e poi si rivolge a lei domandandole cosa pensa di Orazio. La ragazza ammette di apprezzare il pretendente, e il tutore decide che è il caso di sposarla subito. Agnese cerca di comunicare con l’innamorato tramite bigliettini lanciati dalla finestra e intanto Arnolfo consiglia ad Agnese di leggere un testo dove viene spiegato come essere una buona moglie. Arnolfo non torna sui suoi passi e decide di fare i preparativi per il matrimonio, chiama il notaio per il contratto matrimoniale. Orazio viene trovato in casa di Agnese, si finge svenuto e riesce a rapirla pur non avendo capito che è Arnolfo a volerla sposare e cosi gliela riporta. Colpo di scena: il padre di Agnese ritorna dall’America e decide che la ragazza andrà in sposa a Orazio.

Insieme a Il misantropo, la commedia segna il passaggio dal teatro comico precedente, caratterizzato dalla divisione tra buoni e cattivi, al nuovo teatro realistico, conservandone però elementi come il lieto fine, ottenuto nonostante l'inverosimiglianza del racconto finale. I personaggi hanno una psicologia complessa, e la contrapposizione di Arnolfo e Crisaldo non è inconciliabile come quella delle maschere della Commedia dell'Arte, ma è dovuta piuttosto a una differenza di vedute relativa alle consuetudini e alla realtà sociale dell'epoca. La commedia, che con arguzia attacca la morale dell'epoca, fu oggetto di scandalo, tanto da rendere difficile per Molière la pubblicazione delle commedie seguenti, nonostante la protezione di cui godeva presso Luigi XIV.

 La messa in scena esaspera il contrasto comico tra le paure di Arnolfo che lo spingono a cercare un oggetto di amore che sia innocente fin quasi alla stupidità e quindi facilmente coercibile, e la forza dell’innamoramento dei due giovani che li spinge ad attuare ogni stratagemma per essere felici, forza positiva e che riuscirà a rovesciare un costume ormai vecchio, imponendo la realtà di un di un secolo che avanza. 

Maurizio Annesi 

 

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