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Renato Campese
Marco Paoli
Cristina Caldani
in
La scuola
delle mogli
di
Molière
Traduzione e adattamento di Maurizio Annesi
Regia
Maurizio
Annesi
Scene di
Kim Marie Brittain Costumi Anna
Mode
Durata
dello spettacolo : 100 minuti escluso l’intervallo
Note
di regia
Alla "Scuola delle mogli" (1662) toccò probabilmente
il più strepitoso successo che Molière ottenne nella sua vita di
teatrante. Il tema, lo stile e l'intelligenza della costruzione
colpirono i commedianti suoi contemporanei fino a suscitarne l'invidia,
e il divertimento continuo dello spettacolo attirò il pubblico a ogni
rappresentazione. Dal successo della pièce nacque il singolare
controcanto della "Critica della Scuola delle mogli", che ritrae, con
acume impietoso e arroventato, le reazioni del pubblico alla commedia
più acclamata della stagione teatrale francese del 1662.Essa è
l'espressione della più compiuta maturità del commediografo francese. Il
tema della commedia, ritenuta in parte autobiografica, è il contrasto
tra la gelosia e la ragione, impersonate da Arnolfo e Cristaldo.
Arnolfo è tutore di Agnese e vorrebbe sposarla e
sistemarsi con lei, ma Cristaldo, un suo amico, cerca di farlo ragionare
sulla cosa. Intanto Orazio, figlio di un altro grande amico di Arnolfo,
Oronte, si invaghisce della ragazza e dice ad Arnolfo di volerla
sposare. Arnolfo sgrida i domestici perché non hanno controllato la
protetta e poi si rivolge a lei domandandole cosa pensa di Orazio. La
ragazza ammette di apprezzare il pretendente, e il tutore decide che è
il caso di sposarla subito. Agnese cerca di comunicare con l’innamorato
tramite bigliettini lanciati dalla finestra e intanto Arnolfo consiglia
ad Agnese di leggere un testo dove viene spiegato come essere una buona
moglie. Arnolfo non torna sui suoi passi e decide di fare i preparativi
per il matrimonio, chiama il notaio per il contratto matrimoniale.
Orazio viene trovato in casa di Agnese, si finge svenuto e riesce a
rapirla pur non avendo capito che è Arnolfo a volerla sposare e cosi
gliela riporta. Colpo di scena: il padre di Agnese ritorna dall’America
e decide che la ragazza andrà in sposa a Orazio.
Insieme a Il misantropo, la commedia segna il
passaggio dal teatro comico precedente, caratterizzato dalla divisione
tra buoni e cattivi, al nuovo teatro realistico, conservandone però
elementi come il lieto fine, ottenuto nonostante l'inverosimiglianza del
racconto finale. I personaggi hanno una psicologia complessa, e la
contrapposizione di Arnolfo e Crisaldo non è inconciliabile come quella
delle maschere della Commedia dell'Arte, ma è dovuta piuttosto a una
differenza di vedute relativa alle consuetudini e alla realtà sociale
dell'epoca. La commedia, che con arguzia attacca la morale dell'epoca,
fu oggetto di scandalo, tanto da rendere difficile per Molière la
pubblicazione delle commedie seguenti, nonostante la protezione di cui
godeva presso Luigi XIV.
La messa in scena esaspera il contrasto comico tra le
paure di Arnolfo che lo spingono a cercare un oggetto di amore che sia
innocente fin quasi alla stupidità e quindi facilmente coercibile, e la
forza dell’innamoramento dei due giovani che li spinge ad attuare ogni
stratagemma per essere felici, forza positiva e che riuscirà a
rovesciare un costume ormai vecchio, imponendo la realtà di un di un
secolo che avanza.
Maurizio Annesi |