STAGIONE TEATRALE IN ABBONAMENTO 2009- 2010
 

 Anna Mazzamauro

 DIARIO DI UN PAZZO

 … che amava Shakespeare

da Gogol

 di Anna Mazzamauro

regia Livio Galassi

Non bisognerebbe guardarli, i poeti, con le loro facce sghembe, oblique. Dobbiamo amarli i poeti e per sempre non smetteranno mai di stupirci:la venustà delle loro parole, la leggiadria del pensiero, l’assoluta verità della vita danno levigatezza, proporzione e armonia alla rugosità del tempo, all’increspatura della loro follia. E Gogol è bellissimo. Per la semplicità dell’invenzione, per il carattere popolare che a volte regala l’animazione comica, che è sempre vittoriosa sul profondo sentimento di tristezza e sconforto. Un boato nella mia testa soltanto all’idea di adattare un gigante come Gogol, ad un ciclope come il teatro.E quello che per prima cosa mi ha fatto osare, è stata la scoperta del titolo che Gogol aveva destinato al suo racconto inizialmente, “il diario di un musicista pazzo”. E in questo titolo, ho trovato il germe del teatro, la causa, la cagione, prima di questa mia pazza tentazione. Le decisioni importanti in fondo sono un gioco, una sfida, dopo una provocazione. Ma il gioco non è una burla, è innocente congegno che soltanto la semplicità riesce a segnalare e a far scattare. Allora, ci siamo detti, se nella storia sostituiamo con molta semplicità al piccolo impiegato, un piccolo attore, scambiando il mondo impiegatizio con il mondo del teatro, potremo osservare le stesse ambizioni, le stesse frustrazioni, la stessa esaltante condizione di chi “aspetta”e generosamente si regala l’attesa del proprio avvenire. E, intanto, ama Shakespeare, non lo recita, ma lo parla, se ne nutre come di un linguaggio necessario e universale. Salvate i bambini, possono uscire di senno se quando imparano a parlare nessuno gli risponde!

 ANNA MAZZAMAURO

 

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