IL PIACERE DELL’ONESTA’

di Luigi Pirandello
con Geppy Gleijeses, Vanessa Gravina, Leandro Amato, Max Nisi, Tatiana Winteler, Giancarlo Condè, Brunella De Feudis
Regia di Liliana Cavani

Produzione: Gitiesse Artisti Riuniti

“Il piacere dell’onestà”, scritta del 1917, sarebbe un bel messaggio per la società ipocrita e disonesta di questi tempi. È un testo breve, ma non semplice e dalla trama molto intricata, che tratta di temi di carattere esistenziale, come quelli della differenza tra l’essere e l’apparire o tra la “maschera” e chi si è veramente. 

Come già in Pensaci Giacomino e in Ma non è una cosa seria Pirandello usa l’espediente del falso matrimonio su cui si confrontano personaggi costretti a togliersi la maschera dietro la quale hanno ingannato se stessi e gli altri. Si rivela così il vero volto della varia umanità dei protagonisti. Chi finora era apparso al sommario giudizio degli altri un disonesto a cui affidare un’azione infame si rivela invece una persona rispettabile e chi agli occhi dei buoni borghesi godeva di alta considerazione, un marchese di alto lignaggio, si manifesta per quello che è: un uomo infido e mediocre nelle azioni e nei sentimenti.

Angelo Baldovino, un nobile decaduto, malvisto dalla società in cui vive a causa del suo passato costellato di imbrogli dovuti al vizio del gioco. Egli, su invito di un vecchio compagno di scuola, accetta di unirsi in matrimonio ad Agata, una giovane donna che aspetta un bambino da un nobile ammogliato, il marchese Fabio Colli. Un matrimonio, insomma, che deve creare l’apparenza della rispettabilità ed evitare lo scandalo, permettendo il continuare della tresca. Baldovino con quella scelta, vuole farsi vendetta “contro la società che nega ogni mia firma”, cercando di apparire onesto in un mondo che non rende affatto facile esserlo. Solo che quell’apparenza di onestà che gli viene richiesta spinge via via Angelo a comportarsi in modo sincero mentre tutti gli altri attorno a lui continuano a essere i mascalzoni di sempre. Solo la giovane Agata ne coglie il senso profondo, nutrendo per lui una specie d’amore. Così quello che è nato come un inganno sociale si trasforma nell’unione vera di due esseri.