MISERIA E NOBILITA’

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  • MONTALTO DI CASTRO | Teatro Lea Padovani – Spettacolo previsto Venerdì 17 Marzo ore 21.00
    A causa di un problema di salute del Maestro De Filippo, lo spettacolo viene annullato e sostituito il 30 aprile alle ore 21.00 con il nuovo spettacolo di Sergio Rubini SUD
  • COLLEFERRO | Teatro Vittorio Veneto – Spettacolo previsto Domenica 19 Marzo ore 18.00
    A causa di un problema di salute del Maestro De Filippo, lo spettacolo sarà annullato e sostituito il 30 aprile alle ore 18.30 con lo spettacolo QUALCHE VOLTA SCAPPANO con Pino Quartullo, Rosita Celentano, Attilio Fontana.
  • TIVOLI | Teatro Giuseppetti – Martedì 21 Marzo ore 21.00
    Il Maestro De Filippo sarà sostituito con l’attore napoletano Mario Brancaccio.

Ci scusiamo per il disagio creato.


 

Commedia in due parti di Eduardo Scarpetta
con Luigi de Filippo
adattamento e regia di Luigi de Filippo
presentato da I DUE DELLA CITTA’ DEL SOLE SRL

La ripresa di questa storica e famosa commedia da parte di Luigi De Filippo che ne è autorevole protagonista e regista, vuole essere un omaggio a Eduardo Scarpetta, riformatore del Teatro napoletano, che proprio in questa “Miseria e nobiltà” aveva compiuto la sua riforma, con l’invenzione e la consacrazione del personaggio di don Felice Sciosciammocca, prototipo del napoletano piccolo borghese, che sostituisce Pulcinella, maschera d’altri tempi.

La fame è il tema della commedia, e da quando Scarpetta scrisse questo testo fino ad oggi, la fame è rimasta immutata: la fame di lavoro, la fame di sopravvivenza, la fame di giustizia, quella fame che, soprattutto nel Mezzogiorno, se non soddisfatta, può provocare grandi sconvolgimenti

E’ celebre il finale del primo atto. Tutti in scena siedono avviliti perché ogni tentativo di procurarsi da mangiare è fallito; improvvisamente un cuoco e due sguatteri entrano portando ogni ben di Dio, nessuno si chiede da dove provenga quella grazia e tutti scattano come molle avventandosi sui maccheroni fumanti. E’ la scena che rappresenta e riassume in termini di grottesco, non il dramma di due famiglie, ma la secolare tragedia di un popolo.

La vicenda è semplice: Eugenio, un giovane nobile, ama la figlia di un buffo cuoco arricchito. Temendo di non avere dai suoi genitori aristocratici il consenso alle nozze, chiede l’aiuto di Don Felice Sciosciammocca, scrivano pubblico, povero e affamato.
Sciosciammocca e alcuni suoi amici, altrettanto poveri e affamati, dovranno fingersi genitori e parenti nobili del marchesino Eugenio e presentarsi dal cuoco credulone e sciocco: da qui una serie di equivoci estremamente divertenti che rendono questa commedia tra le piu’ famose del repertorio napoletano.

Luigi De Filippo, degno erede della grande tradizione teatrale napoletana, è l’umanissimo interprete della vicenda, assieme alla sua Compagnia di Teatro composta da undici attori.
Uno spettacolo da non perdere. Un divertimento raro nel panorama del nostro teatro contemporaneo. Commedia estremamente comica ma anche amara, a detta della critica “degna della firma di Moliére”.
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La tradizione è il nostro passato, ma è un passato che insegna.