LIROMANIINRUSSIA_SITO

Magliano – Teatro Manlio
28 marzo 2015 | ore 21:00
LI ROMANI IN RUSSIA
di Elia Marcelli con Nicola Pistoia, Paolo Triestino e Elisabetta De Vito

CREDITI
di Elia Marcelli
con Nicola Pistoia, Paolo Triestino e Elisabetta De Vito
regia di Stefano Messina
musiche di Pino Cangialossi eseguite dal vivo
Sade Mangiaracina pianoforte
Sara Natalizi flauto traverso
Michele Secci clarinetto
produzione Neraonda

SINOSSI
Tra il 1939 e il 1943 Elia Marcelli (Roma, 1915-1998) partecipa a quattro campagne di guerra come sottotenente di complemento: Francia, Jugoslavia, fronte greco-albanese e Russia. Durante queste campagne si distingue sia per l’impegno militare, sia per una attività volontaria di alfabetizzazione di numerosi soldati. Ferito e invalido di guerra, è insignito della croce al merito di guerra e decorato al valor militare. Una volta tornato in patria, Marcelli lavora per lasciare la testimonianza della propria esperienza nella guerra di Russia (che costò la vita a più di 200.000 italiani), e lo fa con lo strumento che più gli sembra vicino a esprimere la verità: il dialetto, il suo dialetto romano colloquiale e schietto, l’unico strumento capace di raccontare fino in fondo l’immane tragedia di quella vicenda. Così nasce il poema Li Romani in Russia, che ricostruisce, con la forma tipica del genere epico, e cioè le ottave classiche, la campagna di Russia, e che è considerato dalla critica letteraria una delle opere più importanti della letteratura in romanesco della seconda metà del Novecento. Nel poema la storia di Remo, Peppe, Mimmo, Sarvatore, Nicola, er Professore, e soprattutto Giggi, l’amico fraterno della voce narrante, è raccontata rispettando assolutamente la verità della storia, alternando i registri stilistici, dal grottesco (la parata iniziale) al lirico, dal narrativo al tragico, e facendo rimanere il racconto costantemente sul livello d’una immediata leggibilità. Ne viene fuori un quadro straordinario di verità, dove il freddo e la fame, la paura e l’angoscia, la volontà di fuga e la scelta di rimanere fermi nel rispetto del proprio dovere e nella solidarietà fra commilitoni sono verità che si evidenziano dai nudi fatti.  Noi seguiremo questa tragica epopea, dall’inizio alla fine, attraverso cinque momenti: l’adunata alla caserma romana della Cecchignola e il viaggio (dal 25 giugno alla fine di luglio del 1941); l’attraversamento delle nazioni balcaniche e della steppa russa (agosto-settembre); la battaglia sul fiume Dnjepr (ottobre); le battaglie, il gelo del “feroce” inverno 1941/42; la conclusione della tragedia, dall’avanzata degli eserciti italiano e tedesco sulla steppa del Don (estate del ’42), alla controffensiva dell’esercito russo, alla battaglia di Arbusow, fino alla ritirata degli eserciti italiano e tedesco (gennaio 1942).