edith
Fara Sabina | Sala Archi

Giovedì 21 Gennaio 2016 | ore 21:00
I PRIMI 100 ANNI DI EDITH PIAF
con Nathalie Mentha
regia Pino Di Buduo

I cento anni di Edit Piaf è operazione complessa e bella, commossa e commovente al di là della semplice cavalcata tra canzoni e ricordi, tra narrazione ed evocazione.
L’attrice, che scivola dal recitato al canto con leggerezza danzante, racconta sì le tappe salienti di un percorso artistico e umano, ma non permette mai alla semplice narrazione di assumere il controllo dell’intera operazione.
Piuttosto, con gesto artistico di grande coerenza, usa il proprio corpo e la propria voce per riempire il vuoto non tanto di ricordi, quanto del loro senso più intimo e segreto.  Senza indugi nelle facili scorciatoie della semplice operazione nostalgia, coadiuvata da una regia (quella di Pino Di Buduo) precisa e limpida, rigida sì, ma come cristallo che ci vedi attraverso e ti sorprendi della sua conquistata semplicità, Nathalie Mentha non indossa mai la maschera della grande Edith.  Piuttosto, e qui sta in fondo tutta l’utopia de I cento anni di Edith Piaf, indossa il suo mondo, la magia che l’ha circondata, la poesia di quegli anni lontani che lei ha magnificato scolpendoli nella voce roca capace di agilità inaudite.  E ce la restituisce sul palco come un prisma che, attraversato da un filo di luce, riverbera il silenzio di mille colori, tutti giusti e tutti pieni. Ne viene fuori uno spettacolo di rara intelligenza, capace di arrivare al cuore, ricco di nuances, sfrontato e romantico, spudorato e semplice come solo i francesi sanno essere.  Uno spettacolo che chiede a gran voce il bis delle canzoni perché per la fine della magia è troppo presto e c’è bisogno che la voce ci accompagni di nuovo al nostro mondo, pieno di impegni, affrettato e frettoloso che, però, per un momento si è fermato e ha aspettato. Nathalie Mentha, l’altra sera non era certo Edith Piaf. Eppure, grazie a lei, Edith Piaf era con noi. E per questo non potremo mai esserle grati abbastanza.