flumena_mascia
Colleferro – Teatro Vittorio Veneto

Domenica 31 gennaio 2016 | ore 18:00
FILUMENA MARTURANO
di Eduardo De Filippo
con Gloriana e Nello Mascia
regia Nello Mascia

CREDITI
di Eduardo De Filippo
con Gloriana e Nello Mascia
regia Nello Mascia
e con Cloris Brosca e Giancarlo Cosentino
Ferdinando Maddaloni, Francesca Golia, Antonio D’Avino, Antonio Filogamo, Gianluca d’Agostino, Rossella Amato, Valentina Elia, Sergio Caporaso
musiche James Senese
bozzetto scenografico Raffaele Di Florio
costumi Luca Sallustio
disegno luci Lucio Sabatino
aiuto regia Ferdinando Maddaloni
produzione Arteespettacolo e Prospet

SINOSSI
Gloriana sarà Filumena Marturano. Lo ha deciso Luca De Filippo concedendo i diritti di rappresentazione a un’attrice/cantante amata dai napoletani e non solo, sia per le sue doti canore che hanno fatto di lei l’ambasciatrice della canzone classica napoletana nel mondo. Sia per le sue doti spiccate di attrice. Compagna di palcoscenico di Mario Merola, per anni ha contribuito a diffondere in tutta Italia e nel mondo la tradizione teatrale napoletana. Senza dimenticare l’impegno profuso negli ultimi cinque anni interpretando il repertorio del commediografo Gaetano di Maio. Le imprese produttrici dello spettacolo sono felici di questa scelta in quanto Filumena di San Liborio è proprio Gloriana, che certamente darà in palcoscenico una prova di grande spessore. Accanto a Lei è stato scelto per il ruolo di Domenico Soriano, Nello Mascia, che sarà anche il regista dello spettacolo. Nello Mascia, attore che ha percorso agevolmente il Teatro di Eduardo, Viviani, Scarpetta, Santanelli, ha accettato il doppio ruolo di protagonista maschile e regista con entusiasmo e amore. Dirigerà una compagnia di consolidati attori della tradizione teatrale napoletana. Dobbiamo soltanto augurarci un grande “in bocca al lupo”. Qui di seguito qualche nota di regia.

1946. Un anno fondamentale della Storia d’Italia. Proprio in quell’anno l’Assemblea Costituente dibatteva il tema del diritto-dovere di riconoscimento dei figli illegittimi. Eduardo scrisse Filumena in pochi giorni. In un impeto creativo folgorante, che lo teneva sveglio anche di notte. L’opera è costruita all’interno di un quadro socio-culturale molto ben definito. La contrapposizione fra due mondi. La Napoli dei “bassi”, trasudanti miseria e dignità. E la città “bene”, spensierata e inconsapevole che sfrutta ed umilia lo stuolo dei concittadini poveri. Due culture che non hanno possibilità di incontrarsi. Commedia sociale, la definì a giusta ragione Eduardo. Ma anche commedia di sentimenti. L’istinto materno è infatti la sola molla che fa ribellare Filumena dopo anni di silenziosa sottomissione, inducendola all’inganno che è la sola via per assicurare un nome ai tre figli illegittimi generati di nascosto da tutti. Nel teatro eduardiano Filumena è l’unica protagonista femminile. Ed è lei la vessillifera di valori che i maschi sembrano aver dimenticato. Il coraggio, la dignità, il desiderio di riscatto. Medea al rovescio, non sacrifica i suoi figli, ma lotta per assicurare loro stabilità, rispetto un posto non subalterno nella società. Commedia rivoluzionaria. Filumena non può niente se usa i mezzi della cultura borghese. La legge non è mai stata dalla parte della povera gente. Ma potrà avere tutto usando la forza dei sentimenti. Farà leva sul tema della paternità e solo in quel punto Domenico Soriano cederà. Filumena ha ottenuto quello che desiderava. Ora, finalmente, potrà piangere.