discorso di  oi italian_i
Fara Sabina | Sala Archi

Domenica 1 maggio 2016 | ore 17:00
DISCORSO SU NOI ITALIANI
di Giacomo Leopardi
Fabbricateatro Catania
In ricordo di Antonio Schilirò
con Sabrina Tellico, Daniele Scalia, Tommaso Mirabella

“L’opera d’arte in teatro non è più il lavoro di uno scrittore, ma un atto di vita da creare, momento per momento, sulla scena” Luigi Pirandello.

“Discorso sullo stato presente dei costumi degli italiani è un’opera minore di Giacomo Leopardi, è un trattatello del ’24 proto-antropologico dove un Leopardi ventiseienne esercita una prosa straordinaria per scorrevolezza e sottile umorismo, sui comportamenti – pubblici e privati – diffusi nella società italiana; poche decine di pagine date alle stampe tardivamente, nel 1906; ma si è presi da vertigine, perché quell’assenza di spirito pubblico che balzava all’occhio del giovane poeta, decenni prima dell’unità d’Italia, è la stessa che ipoteca il nostro presente. Più che i vizi antichi d’un popolo in difetto di legame sociale, è infatti il vuoto di costumi, di comportamenti improntati ad un’etica condivisa, il vero oggetto della riflessione di Leopardi. Per esso gli italiani vivono una profonda contraddizione: da un lato, grazie al loro cinismo, manifestano un primato di modernità nell’aver individuato per primi l’«infinita vanità del tutto»; ma da questa superiorità iniziale ne discende una pesante inferiorità, quale maggiore immoralità.

Io vedo oggi gli italiani dividersi grosso modo in due gruppi: c’è chi, a torto o a ragione, ha paura dello spettro della povertà e sente bisogno di aiuto, e chi vorrebbe dare una mano ma non sa bene da dove partire; entrambe le posizioni hanno come sfondo un senso d’incertezza. Da qui parte l’azione teatrale del nostro spettacolo Discorso su noi italiani”.   Elio Gimbo

pulcinellamonamaour
| ore 19:00

PULCINELLA MON AMOUR
Incubi, lazzi e sogni di Cetrulo Pulcinella
con   Pompeo Perrone, Chiara Ruggeri, Francesca De Santis, Dilva Foddai, Salvatore Caggiari, Maurizio Stammati, Margherita Vicario, Marco Mastantuono
regia  Maurizio Stammati

Teatro Bertolt Brecht

Strutturato come fosse un gran carnevale di maschere e tamburi, coriandoli e bandiere, si narra l’arte difficile del sopravvivere di Pulcinella Cetrulo, maschera dai mille volti sempre in fuga da qualcuno, sempre in cerca di qualcosa. Nel riscrivere per attori e musica le avventure guarattellesche della maschera in bianco e nero, si racconta degli incontri terreni e sovrannaturali del Cetrulo Pulcinella, condannato a morte per essere sfuggito al suo burattinaio.  Rappresentato per la prima volta nel teatro di Fleury in Francia, lo spettacolo ha una doppia vita: Il palcoscenico e la strada. Può infatti essere rappresentato in palcoscenico per un pubblico di adulti e di bambini, ma anche nelle piazze e nei vicoli delle città, costruito come un percorso a quadri. Sempre il pubblico viene portato a compiere un viaggio, al di là dei facili stereotipi, autentico, ironico, amaro e grottesco nel mondo variopinto di Pulcinella.