A.T.C.L. - Associazione Teatrale fra i Comuni del Lazio


Fin dalla sua istituzione, l’Associazione Teatrale fra i Comuni del Lazio (A.T.C.L.) ha sempre inteso l’attività di diretta distribuzione degli spettacoli e l’impegno a favore dell’iniziativa culturale degli enti locali quale servizio a forte caratterizzazione sociale reso alla collettività.
Nel corso degli anni, la promozione culturale si è progressivamente evoluta con il duplice intento: da un lato di garantire alle istituzioni ed alla collettività pari opportunità di fruizione del prodotto culturale, dall’altro di offrire un servizio ancor più volto a riscoprire le tradizioni del territorio, a valorizzare la contemporaneità del linguaggio dello spettacolo, a promuovere l’interdisciplinarietà delle arti, ad incentivare la ricerca, a sostenere la formazione e sensibilizzazione di nuovi pubblici, a contrastare le cause del disagio sociale, a distogliere i giovani da altre forme di intrattenimento o di impiego del tempo libero. Questa evoluzione si è resa indispensabile per superare l’asfitticità della semplice proposizione e realizzazione di stagioni teatrali, cui peraltro gli organismi di promozione e formazione del pubblico (i cd. circuiti) sono costretti da una normativa stantia, che cataloga verticalmente per generi e funzioni e che si dimostra poco incline ad assecondare e ad anticipare i mutamenti delle realtà.
Con l’intento, quindi, di avviare un profondo cambiamento del panorama culturale della regione e di concorrere alla realizzazione di un disegno innovativo della presenza dello spettacolo in tutto il Lazio, l’A.T.C.L. intende rendersi promotore di un nuovo progetto che, facendo tesoro dell’esperienza maturata, coniughi tra loro le diverse modalità di fruizione del teatro, della musica, della danza, dello spettacolo popolare e delle arti visive, e consegua il definitivo riconoscimento dello spettacolo quale componente essenziale della vita di una collettività e massimo strumento di manifestazione del talento artistico. Quanto sin qui realizzato dall’A.T.C.L. con i Sentieri d’Ascolto, il Senso dei Luoghi, Recitardanzando, Medaniene Giovani ad oriente di Roma, Cento Tramonti – piccoli comuni raccontano, il Festival delle Aie, oltre la diretta programmazione di stagioni nei teatri comunali, ecc., tenendo fede all’originaria vocazione dell’ente, testimonia il percorso costante verso nuove formule organizzative e promozionali dello spettacolo per creare un sistema integrato dei teatri per mettere in rete e valorizzare il peso specifico delle diverse esperienze e promuovere nuovi e identificabili poli culturali. Il rinnovamento della progettualità dell’A.T.C.L. passerà anche attraverso la gestione degli Studi Rossellini di Roma, con l’opportunità di realizzare un polo culturale-didattico ed un’officina- laboratorio multidisciplinari in grado di delineare nuovi metodi di ricerca, di innovare le tecniche espressive e le metodologie di lavoro, di creare un contatto diretto tra l’esperienza didattica e l’esperienza professionale, di promuovere il confronto con le esperienze nazionali ed internazionali, di favorire l’integrazione tra i momenti formativi e post formativi di orientamento al lavoro, di offrire l’opportunità ai giovani talenti ed alle forze emergenti del territorio regionale, di avere una propria vetrina nella capitale.

LE PROSPETTIVE

Senza quindi tralasciare quanto sin qui realizzato dall’A.T.C.L. o tradire la primaria ispirazione di organismo preposto al sostegno della distribuzione di spettacoli ed alla programmazione di teatri e luoghi di spettacolo per conto dei comuni aderenti, si ritiene opportuno individuare una serie di nuovi obiettivi progettuali capaci di attualizzare la funzione dell’ente quale centro regionale di promozione ancora una volta all’avanguardia nel panorama nazionale.
Alcune delle future opzioni funzionali dell’A.T.C.L. riguardano:
- La trasformazione della mera attività distributiva sin qui svolta in progetti di ospitalità multidisciplinari ideati e realizzati per le specifiche esigenze del territorio e del pubblico per valorizzarne le diversità e le vocazioni;
- L’effettuazione di esperimenti produttivi, anche di carattere interdisciplinare, con giovani talenti artistici e tecnici presenti in regione in osmosi formativa e laboratoriale con affermate esperienze nazionali ed internazionali;
- La promozione di una rete di teatri comunali nei medi e piccoli centri della regione, per la valorizzazione del luogo teatrale quale ulteriore momento di aggregazione di una collettività, sia attraverso lo spettacolo che con ulteriori esperienze socializzanti (incontri con artisti, biblioteca multimediale, attività laboratoriale, corsi di formazione, mostre di pittura, di scultura e di artigianato locale);
- Il sostegno e il coordinamento di eventuali officine culturali (connubio tra un gruppo di artisti, musicisti, autori e drammaturghi e l’esperienza di un territorio e della sua collettività), sia in termini di promozione della conoscenza della loro attività che di confronto con la realtà regionale e nazionale;
- La realizzazione di festival internazionali, a carattere interdisciplinare, da tenersi nei più importanti siti archeologici, architettonici e paesaggistici della regione; oltre a rappresentare un’ulteriore possibilità di sviluppo di quel turismo laziale fondato sul connubio tra arte, cultura, storia, tradizioni, ambiente ed enogastronomia, il festival può costituire l’occasione per allestire un grande progetto di produzione/coproduzione con i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, ideato anche per una tournée all’estero;
- L’attivazione di collaborazioni con il mondo della scuola e dell’università e dell’altra formazione;
- Lo svolgimento di cicli di spettacolo ideati e proposti agli studenti ed al mondo della terza età, tesi a diffondere la cultura dello spettacolo e ad avvicinare i giovani e gli anziani (questi ultimi forse troppo ignorati in questi anni) alla prosa, alla lirica, alla concertistica, alla danza ed allo spettacolo riprodotto;
- L’acquisizione della qualifica di soggetto della formazione professionale per operatori e addetti allo spettacolo, ideando corsi realmente finalizzati all’inserimento nel mondo del lavoro e a garantire il costante aggiornamento professionale;
- L’attivazione di collaborazioni con il mondo dell’imprenditoria privata per favorire interventi di mecenatismo e di sponsorizzazione su progetti e stagioni;
- Il sostegno alla creazione di una mediateca dello spettacolo attraverso la digitalizzazione del prodotto;
- Il concorso alla creazione di un osservatori dello spettacolo per valutare i flussi della domanda e dell’offerta, individuare nuovi potenziali bacini di utenza e proporre possibili strategie di carattere organizzativo ed economico.

Sempre più l’A.T.C.L. intende quindi interpretare la cultura quale nuova frontiera per lo sviluppo di una collettività e a sondare nuovi percorsi per promuovere la funzione educativo-pedagogica dello spettacolo nei confronti del cittadino e la sua capacità di aggregazione sociale e di integrazione multietnica delle culture, e per valorizzare la sua funzione di volano economico laddove correlato, su una specifica progettualità, alle attività turistiche.