Cento Tramonti

Il turismo culturale può ormai considerarsi, senza tema di smentita, una nuova possibilità di sviluppo economico ed occupazionale per il nostro territorio, ed in quest’ottica, attraverso l’elaborazione di un organico e permanente progetto di collaborazione con le istituzioni territoriali, si possono affiancare, alle consuete ed ormai tradizionali iniziative dell’Atcl, nuovi interventi mirati a valorizzare e qualificare la conoscenza dei contesti socio culturali, dell’arte, della storia e delle tradizioni dei piccoli Comuni.
Basti in tal senso considerare il ruolo e l’importanza della tradizione millenaria dei comuni e dei borghi, a partire dal momento della loro costituzione che consentì di superare i secoli più bui della nostra storia favorendo la rinascita delle arti, della cultura e dei mestieri, per capirne tutta la funzione strategica e la rilevanza storica, politica, culturale e sociale.

L’Assessorato agli Enti Locali intende quindi realizzare, d’accordo con gli assessorati competenti, un primo intervento estremamente mirato e che si articoli in:
• individuazione e catalogazione dei beni architettonici, con successiva definizione delle metodologie di tutela;
• restauro del patrimonio, con diagnosi dello stato di conservazione e conoscenza dei materiali utilizzati;
• salvare la memoria, con interventi tesi a ridurre il degrado chimico, fisico e biologico dei materiali cartacei e degli altri supporti non cartacei;
• conoscere la qualità della vita del passato, le risorse alimentari, gli strumenti di lavoro, l’ambiente naturale;
• godere del patrimonio, a partire dai musei, dalle biblioteche, dai centri storici, spazi verdi e riserve naturali da far divenire centri di cultura per migliorare la consapevolezza e la conoscenza della storia dei luoghi;
• stimolare la memoria delle tradizioni, degli usi e costumi locali e favorire l’insediamento e lo svolgimento di iniziative di spettacolo che veda il coinvolgimento di giovani ed anziani;
• ospitare iniziative spettacolari e momenti d’incontro con artisti europei, italiani e locali;
• realizzare un portale internet per la consultazione di banche dati e notizie sui piccoli Comuni e su manifestazioni ed iniziative turistiche, culturali, di spettacolo ed enogastronomiche.
Queste linee di intervento andranno progressivamente coniugate attraverso quattro metodi di lavoro:
• la progettazione integrata, intesa come operatività scientifica orientata alla costruzione di processi finalizzati alla valutazione delle problematiche offerte dalle realtà locali ed alla elaborazione di risposte progettuali articolate e interdisciplinari;
• sviluppo ecosostenibile, inteso come attività economica che soddisfi i bisogni della presente generazione senza compromettere le possibilità delle future generazioni di soddisfare i bisogni. La possibilità di realizzare uno sviluppo sostenibile dipende sostanzialmente da quattro fattori: economico, culturale, sociale, ambientale;
• sistemi turistici locali, intesi come qualificazione dell’identità di un territorio omogeneo secondo una logica di distretto industriale e di filiera che comprenda beni culturali ed ambientali (anche vissuti attraverso forme di spettacolo e insediamento di artisti, gallerie, mostre ed atelier d’arte), produzioni tipiche, strutture ricettive e risorse per il tempo libero, fornendo un’offerta integrata dei valori locali e qualificando le potenzialità attraverso forme di concertazione;
• marketing urbano, inteso come individuazione dei punti critici delle aree culturali, ambientali, archeologiche, residenziali, commerciali, turistiche e dei centri storici, da orientare verso lo sviluppo di un piano sinergico d’azione che favorisca il confronto ed il coordinamento dei soggetti pubblici e privati.

Soffermandoci sull’aspetto degli eventi di spettacolo, non si prevedono particolari sforzi per l’allestimento degli spazi destinati ad ospitare tale attività, anche considerato che, per lo scopo che ci si prefigge, le piazze, le vie, le chiese ed i monumenti ben si prestano a realizzare il connubio tra gli artisti ed il contesto architettonico e sociale; sarà impegno prioritario dell’Atcl quello di individuare e distribuire le forme di spettacolo ritenute più idonee.
Un altro possibile obiettivo è quello di una migliore diffusione delle sale cinematografiche nei centri minori e di una valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale per nuove produzioni cinematografiche, un modo nuovo di fare cultura, divulgare e comunicare, mettendo in risalto le grandi risorse e gli antichi valori delle piccole comunità e promuovendo le ricchezze nascoste.
Anche attraverso semplici forme di spettacolo, si può, quindi, realizzare una rete di eventi e manifestazioni da ospitare all’interno dei borghi del Lazio, orientativamente venti per provincia, una rete che non si limiti al semplice intrattenimento del turismo “mordi e fuggi”, ma che costituisca lo spunto per promuovere la “conoscenza” dei luoghi, realizzando itinerari e percorsi di particolare interesse naturalistico, quali momenti di traino per la conoscenza, la valorizzazione e la riscoperta di tali realtà, del loro territorio, delle loro bellezze e della loro cultura etno-demoantropologica.
Per la riuscita del progetto pilota e per creare un’autentica policentralità dell’offerta culturale, sarà inoltre opportuno, preliminarmente o contestualmente allo svolgimento degli spettacoli, realizzare una serie di attività collaterali e promozionali tese a predisporre cataloghi, materiale illustrativo, campagne promozionali ed un educational tour sulle risorse del territorio e sulla riscoperta delle tradizioni locali e della cultura popolare, nonché realizzare performances e percorsi didattico-divulgativi sulle chiese e conventi, sulle biblioteche comunali, sui musei depositari della storia e del folclore dei territori, sulle antiche farmacie, sugli empori, sui bar e sulle botteghe artigiane, sulla vita delle fattorie, sui manufatti e sui prodotti alimentari del territorio. In tal senso è anche ipotizzabile una valenza sociale (dai risvolti anche demografici) del progetto, con il possibile coinvolgimento degli anziani, che costituiscono la maggioranza della popolazione dei piccoli Comuni, nella narrazione della storia dei luoghi e nella descrizione di eventi particolari (si potrebbe immaginare la nascita della figura del “paesologo”), così come dei giovani, ovvero il futuro di una collettività che va sedimentata sul territorio per non alimentare ulteriore emigrazione e spopolamento dei centri storici.
Valorizzare le esperienze dei comuni, anche attraverso la cultura, costituisce da 23 anni lo scopo dell’attività dell’Atcl, continuando a ritenere fermamente che il pluralismo culturale ed il decentramento costituiscono una scelta obbligata per creare un modello economico policentrico, in grado di contribuire al miglioramento della qualità della vita dei cittadini.
Associazione Teatrale fra i Comuni del Lazio

PICCOLI COMUNI GRANDI SPERANZE

I piccoli Comuni rappresentano una straordinaria risorsa della nostra Regione. I piccoli Comuni che cercano di crescere e di realizzare progetti e iniziative, tesi a uno sviluppo fondato sul progresso e, allo stesso tempo, sulla capacità di conservare ed interpretare il patrimonio culturale, naturale ed umano.
La nostra Regione ha un obiettivo ambizioso: far riscoprire, in perfetta sintonia con quel che sostiene il Presidente della Repubblica Ciampi, il vero tesoro del nostro Paese, che non è fatto solo di belle e famose città d’arte, ma di piccoli gioielli che hanno da sempre alimentato il fascino dell’Italia.
Le nostre politiche di intervento non vogliono solo porre in evidenza quello che i piccoli Comuni rappresentano, ma puntano a dare una nuova luce a ciò che dovranno rappresentare.
L’Italia delle mille realtà si propone, nella nuova Europa, con un biglietto da visita importante:quello della nostra Regione, che può essere l’esempio di come possono convivere e crescere sullo stesso territorio la Capitale del Paese e il numeroso e consistente nucleo dei piccoli e piccolissimi Comuni.
Gli eventi che - con “Cento Tramonti.. piccoli Comuni del Lazio raccontano” - porteremo avanti, attraverso un tour itinerante nelle piazze e nei luoghi più suggestivi, segneranno l’ennesimo passo verso un progetto, non solo ideale, ma ora concretamente applicato, che vedrà sempre presenti e protagonisti i piccoli Comuni del Lazio.
On. Francesco Storace
Presidente della Regione Lazio

SPETTACOLI IN PROGRAMMA

Provincia di Frosinone

ALVITO – TEATRO COMUNALE - TRE DONNE – 20 marzo ore 21.00
AMASENO – SALA DELLA COMUNITA’ - I DIGIUNI DI CATARINA DA SIENA – 5 marzo
ARPINO – CHIESA SCONSACRATA S. CARLO - VOCE ‘E NOTTE ore 21.00 - 8 aprile
BELMONTE CASTELLO – CENTRO CULTURALE - NEL CAMERINO DI PETROLINI – 27 febbraio
CASALATTICO – CENTRO SOCIALE - UN PESCIOLINO ore 21.00 - 16 aprile
CASTRO DEI VOLSCI – TEATRO GASSMAN – LE SEDIE ore 21.00  – 1 aprile e NEL CAMERINO DI PETROLINI - 26 febbraio
COLFELICE – SALA CONSILIARE - TANGO TINGEL – 25 febbraio e DODICISUONI - 20 marzo
COLLEPARDO – SALA LA ROCCA - DON CHI...? DON CHISCIOTTE – 4 marzo
FALVATERRA – SCUOLA ELEMENTARE BERTONI -FANTASIE – 21 marzo ore 10.30
GUARCINO – TEATRO COMUNALE - IL SEGRETO DI VIA MECENATE - 19 marzo ore 17.30
GIULIANO DI ROMA – FRANTOIO - TANGO TINGEL – 23 febbraio e BALLARE DI LAVORO il 20 marzo
MONTE SAN GIOVANNI CAMPANO - TEATRO COMUNALE - VOCE ‘ NOTTE – 5 marzo
MOROLO – CENTRO POLIVALENTE - TANGO TINGEL – 24 febbraio
PICO – CENTRO RICREATIVO - A TAVOLA COL BOCCACCIO – 15 marzo ore 21.00
POSTA FIBRENO – SALA EX ENALS - UN PESCIOLINO – 4 marzo
RIPI – TEATRO GASSMAN - LE SEDIE – 15 aprile ore 21.00 e EDIPO DI SPINACETO - 3 marzo
SAN GIOVANNI INCARICO – SALA POLIVALENTE - LE SEDIE ore 21.00  – 31 marzo
SGURGOLA – CENTRO POLIVALENTE - IO... E LE DONNE ore 17.30 - 10 aprile
VALLECORSA – CHIESA SCONSACRATA MA DONNA DELLE GRAZIE - LE SEDIE - 29 marzo ore 21.00
VILLA S.STEFANO – AUDITORIUM -LE SEDIE – 30 marzo ore 21.00

Provincia di Latina

BASSIANO – AUDITORIUM COMUNALE - UN GIORNO DOPO L’ALTRO -26 febbraio
CAMPODIMELE – CHIESA S. MICHELE ARCANGELO -  MASSIMO D’AVOLA QUARTET ore 18.00  - 23 marzo
LENOLA – CINEMA TEATRO - AL PACINO – ore 17.30 - 17 aprile
NORMA – CENTRO ANZIANI - LABORATORIO TEATRALE 17 e 18 marzo ore 15.00 – 19.00
PROSSEDI – TEATRINO - IO... E LE DONNE ore 21.00 - 9 aprile
COLFELICE – SALA CONSILIARE - DODICISUONI – 20 marzo ore 18.30
ROCCASECCA DEI VOLSCI – TENSOSTRUTTURA - LE SEDIE – ore 17.30 - 10 aprile
ROCCA MASSIMA – CHIESA PARROCCHIALE - I DIGIUNI DI CATARINA DA SIENA – 5 marzo ore 18.00
SERMONETA – CHIESA S. NICOLA - I DIGIUNI DI CATARINA DA SIENA ore 21.00 - 14 aprile
SONNINO – AUDITORIUM S. MARCO - UN PESCIOLINO - 9 aprile



 

 

Provincia di Rieti

BORGOROSE – PALESTRA ITC - LE SEDIE – 12 marzo
CANTALUPO IN SABINA TEATRO SAN GIROLAMO - – LABORATORIO TEATRALE 7 e 8 marzo ore 15.00 – 19.00
CASTELNUOVO DI FARFA – TEATRO CIANNI - L’ASINO ALBINO – 5 marzo
CASTEL S. ANGELO - CHIESA S. BIAGIO - PAGANINI E DINTORNI – 18 marzo ORE 17.30 CASPERIA – TEATRO GENNARI - UN GIORNO DOPO L’ALTRO 20 marzo ore 18.00
CASTEL S. ANGELO – CHIESA SAN BIAGIO - CONCERTO TRIO DONATONE – 18 marzo ore 18.00
CITTADUCALE – CHIESA S. AGOSTINO - I DIGIUNI DI CATARINA DA SIENA – 27 febbraio
COLLEVECCHO – TEATRO COMUNALE - DON CHI...? DON CHISCIOTTE – 5 marzo
FORANO – TEATRO COMUNALE - TANGO TINGEL – 27 febbraio
LABRO – TEATRO COMUNALE - AL PACINO – 19 marzo ore 21.00
LEONESSA – AUDITORIUM S. LUCIA – LE SEDIE ore 21.00 - dal 8 al 12 aprile
MAGLIANO SABINA - TEATRO MANLIO – TUCHOLSKY CABARET ore 21.00 - 16 aprile e DIALOGO DI UNA PROSTITUTA CON IL SUO CLIENTE - 19 febbraio
MICIGLIANO – EX EDIFICIO SCOLASTICO - LE SEDIE ore 21.00 - 16 aprile
MOMPEO - AUDITORIUM SAN CARLO - DODICISUONI – 17 marzo
MONTE SAN GIOVANNI IN SABINA - TEATRO ALEANDRI – PICCOLO PRINCIPE – 6 marzo
MONTENERO SABINO – CHIESA S.CATALDO - I DIGIUNI DI CATARINA DA SIENA ore 21.00 - 7 aprile
PETRELLA SALTO – TEATRO DEL MONASTERO MARERI - LE SEDIE ore 21.00 – 13 aprile
POGGIO BUSTONE – SCUOLA ELEMENTARE - LE SEDIE – 15 marzo ore 21.00
POGGIO MIRTETO – SALA FARNESE - UN PESCIOLINO – 3 marzo
SALISANO – TEATRO COMUNALE - DODICISUONI – 19 marzo ore 21.00
SCANDRIGLIA – SALA UMBERTO I° - IL SEGRETO DI VIA MECENATE ore 21.00 - 16 aprile
SELCI – SCUOLA ELEMENTARE - IL BOSCO DEGLI SPIRITI – 6 aprile ore 14.00
STIMIGLIANO – PALESTRA SCUOLA COLLODI - L’ASINO ALBINO – 6 marzo
TORRI IN SABINA – PALA PONTECESE - MA CHI SEI, CACINI? ... COSI’ E’ LA VITA – 8 marzo
VACONE – SALA CONSILIARE - LA CIRCOSTANZA DEL TRAMONTO ore 17.30 - 10 aprile

Provincia di Roma

ANTICOLI CORRADO - SALA PARROCCHIALE – NEL CAMERINO DI PETROLINI - 20 marzo ORE 17.30
ARSOLI – TEATRO COMUNALE - TANGO TINGEL – 26 febbraio
GENAZZANO - TEATRO DEGLI ORSI - EDIPO DI SPINACETO – 2 marzo
GORGA - SALA SAN DOMENICO -FANTASIE – 19 marzo ORE 10.30
MAGLIANO ROMANO – PALESTRA COMUNALE - UN PESCIOLINO – 6 marzo
MARANO EQUO – PALESTRA COMUNALE - UN GIORNO  DOPO L’ALTRO - 17 aprile ore 17.30
MORICONE – CHIESA SCONSACRATA -CRISTOFORO COLOMBO 1492 – 22 marzo ORE 21.00
NAZZANO – SALA POLIF. MUSEO DEL FIUME - UN PESCIOLINO – 5 marzo
RIOFREDDO – SCUOLA COSTANZA GARIBALDI - DODICISUONI – 18 marzo ore 21.00
SAN VITO ROMANO – TEATRO CAESAR - IL BOLERO – 17 aprile ore 18.30
 

 

Provincia di Viterbo

BOLSENA – TEATRO SAN FRANCESCO – PIANOFORTISSIMO ore 21.00  – 29 marzo
BOMARZO – PALAZZO ORSINI - A CENA COL BOCCACCIO – 18 marzo ore 21.00
CANEPINA – SALA POLIV. FABRIZIO DE ANDRE’ - NEL CAMERINO DI PETROLINI – 19 marzo ore 21.00
CAPODIMONTE – PALESTRA SCUOLA ELEMENTARE -FANTASIE – 22 marzo ore 11.00
CAPRAROLA – SCUDERIE PALAZZO FARNESE - EDIPO DI SPINACETO – 5 marzo
CASTIGLIONE IN TEVERINA – TEATRO TEVERE - MA CHI SEI? CACINI – 16 marzo ore 21.00
CELLENO – PALAZZO DELLA CULTURA - NEL CAMERINO DI PETROLINI – 18 marzo ore 21.00
CELLERE – SCUOLA MATERNA - LABORATORIO TEATRALE –22 marzo ore 15.00 – 18.00
CIVITELLA D’AGLIANO – SALA PODERE PORCINO -LE SEDIE ore 21.00 - 14 aprile
FARNESE – ORATORIO MADONNA DELLE GRAZIE - LE SEDIE – 16 marzo ore 21.00
GALLESE – MUSEO SCACCHI -  UN GIORNO DOPO L’ALTRO ore 17.30 - 10 aprile
GRADOLI – PALAZZO FARNESE - DODICISUONI – 16 marzo ore 21.00
LUBRIANO – TATRO DEI CALANCHI - TRE DONNE – 19 marzo
MONTEROMANO – TEATRO LA ROTONDA -  IL BOSCO DEGLI SPIRITI
– 1 aprile ore 18.00
ORIOLO ROMANO – SCUOLA MANZONI - MA CHI SEI? CACINI – 18 marzo ore 21.00
ORTE – TEATRO ALBERINI - LE SEDIE – 17 marzo ore 21.00
TESSENNANO – CHIESA S. FELICE - I DIGIUNI DI CATARINA DA SIENA – 6 marzo
VALLERANO – TEATRO COMUNALE - EDIPO DI SPINACETO – 4 marzo
VILLA SAN GIOVANNI IN TUSCIA – SALA POLIV. EX MATTATOIO - PICCOLO PRINCIPE ore 17.00 - 10 aprile
VITORCHIANO – CHIESA S. MARIA ASSUNTA - LA CIRCOSTANZA DEL TRAMONTO – 20 marzo ore 17.30

 

Tutti gli spettacoli avranno inizio alle ore 21.00 nei giorni feriali e alle ore 17.30 nei giorni festivi, salvo dove indicato espressamente altro orario.

NOTE SPETTACOLI

· AL PACINO scritto e diretto da Pierpaolo Palladino con Cristina Aubry
Può un mito restare tale anche se dallo schermo del cinema viene a sedere vicino a te? E’ possibile avere un rapporto ravvicinato, per quanto fortuito sia, con un divo che si è adorato fino a poco prima?
La vicenda comincia con Clara, una ragazza romana, che si presenta a Cinecittà a proporsi come comparsa per il set di un famoso film interpretato da Al Pacino. Lei è solo un volto nella folla ma, casualmente, si imbatte proprio nel divo al quale fa una tale impressione da essere assunta alle sue dipendenze come segretaria particolare. Si troverà quindi a vivere fianco a fianco con lui, a gestirne il camerino e ad essere il filtro tra lui e il mondo. Una responsabilità semplice quanto angosciante per una ragazza non in carriera, catapultata in un mondo a lei estraneo. L’orgoglio della ragazza e le ritrosie di Al fanno nascere tra i due slanci di tenerezza e senso di disagio che aumentano col passare dei giorni, via via che la confidenza tra i due rischia di farsi più intima.
Il mito è tale se contemplato a distanza, da vicino resta solo l’uomo. E’ qui che nasce la storia di un rapporto singolare ma possibile, basato su una vicenda realmente accaduta.
· A TAVOLA COL BOCCACCIO di Gianni Abbate dal Decameron con Gianni Abbate, Maria Malleier, Piero Duranti
Il Decameron di Boccaccio – una raccolta di cento novelle - rappresenta il primo e più grande capolavoro della tradizione letteraria antica. Le novelle, per renderle più accessibili, sono state riscritte da Gianni Abbate, in un linguaggio più vicino al nostro, con l’uso anche dei dialetti, per esaltarne le situazioni comiche. L’accompagnamento musicale dal vivo con chitarra, mandolino, flauti, percussioni, campanelli e pernacchia, è del “menestrello” messer Duranti. Lo spettacolo si divide in due parti: nella prima parte una lunga tavolata fra crostini, zuppe d’orzo, involtini, spezie varie e verdure di stagione secondo antiche ricette medievali, il tutto inframmezzato con le musiche del menestrello Duranmti e le antiche canzoni napoletane recuperate, riadattate e cantate da Gianni Abbate, insieme ad aneddoti sulla vita del Boccaccio; nella seconda parte, dopo cena, sempre con accompagnamento musicale, si gusterà la novella “Andreuccio da Perugia”:
· BALLARE DI LAVORO storia di migrazione di Renata Ciaravino con Veronica Cruciani, Silvia Gallerano regia Veronica Cruciani
Abbiamo raccolto storie di vita. Storie che, nell’immaginazione e nel cuore di chi le racconta, si confondono a volte con fiabe o leggende. Come quella delle donne trentine, arrivate a New York e impiegate come sarte, che utilizzavano il gesso con cui segnavano le stoffe per ritrovare la via di casa: i segni ingegnosamente lasciati sui muri delle strade “tutte uguali” di una città immensa e sconosciuta non possono non evocare la fiaba di Pollicino.”
Le persone che abbiamo ascoltato, emigrate tra gli anni ‘20 e gli anni ’60, ci raccontano soprattutto storie di lavoro, di sacrifici, dove i soldi risparmiati erano pochi. Storie di vite svolte tra la casa, quando c’era, e la fabbrica o il cantiere, vissute nell’isolamento dei quartieri-ghetto, microcosmi dove si stava solo fra italiani. Storie in cui si partiva e si girava il mondo vendendo statuine di gesso a forma di gatti, di angeli e madonne.
Storie di famiglie spezzettate: i genitori da una parte, i figli dall’altra. I figli emigrati per mantenere i genitori, i genitori emigrati per far vivere meglio i figli. Senza ricongiungimento familiare. Storie che ci sembra di vedere oggi, qui da noi.
· CRISTOFORO COLOMBO 1492 scritto e diretto da Fabio Omodei con Michele Albini, Monica Raponi, Paolo Alessandri, Beatrice Gratelli, Gianmario Cuciniello, Marilisa Carnevali, Giovanni Di Lonardo
In un’epoca in cui regna l’ignoranza e l’Inquisizione pone insormontabili ostacoli alle nuove conoscenze, Colombo affronta i potenti della Chiesa con la forza delle sue idee e respinge l’accusa di eresia da parte dell’Inquisitore Torquemada. La profonda fede in Dio e la fortuna di poter dimostrare alla regina Isabella di Spagna la validità del suo progetto permettono a Colombo di intraprendere il suo viaggio accompagnato da un suo vecchio amico: Manuel de Carena. Dopo settimane di navigazione, l’equipaggio delle tre navi, ormai allo stremo, è prossimo all’ammutinamento quando il grido di un marinaio squarcia il profondo silenzio del mare: Terra! A questo punto Manuel rivolge la domanda: “Cristoforo, cosa sarebbe successo se non fossimo giunti alle Indie?” La finzione scenica dà a questa domanda l’immediata risposta. Gli attori ricostruiscono la stessa scena riproponendo i dialoghi che avevano preceduto l’avvistamento del nuovo mondo: l’ammutinamento ha luogo, impedendo alle navi di proseguire il viaggio. Colombo viene arrestato. Il vice comandante Manuel de Carena prende il comando facendo rotta verso la Spagna: coloro che Colombo riteneva amici si rivelano traditori. A tradirlo sarà anche Consuelo, la sua donna... ma la profonda fede in Dio e la fiducia che ripone in lui la Regina di Spagna, permetteranno comunque a Colombo di realizzare il suo sogno.
· DIALOGO DI UNA PROSTITUTA CON IL SUO CLIENTE di Dacia Maraini con Laura Tanziani, Riccardo Floris regia Nuccio Siano
E’ un testo del 1973.
Siamo in un periodo di forti rivendicazioni ideologiche e l’autrice intercetta nel suo immaginario poetico la figura di Manila, una prostituta come tante eppure diversa nella gestione del suo lavoro: “Io non ho bisogno di protettori. Io mi sono arrangiata in un altro modo con le mie amiche”.
Manila è una donna colta che ha scelto di rendersi indipendente di fronte a un mondo in cui l’unica chance, per una donna, pare essere “decidere se prostituirsi in pubblico o in privato, per la strada o a casa, chiaro?” L’incontro con un giovane cliente crea il necessario corto circuito. Dietro la sottile scorza ideologica, ecco una sorprendente commedia umana. I due personaggi si raccontano in un dialogo serrato, a tratti giocoso, rendendoci inconsapevoli voyeurs di una toccante umanità. Innocente. Tracce di vita italiana di trent’anni fa. In cui ci specchiamo, disarmati.
· DODICISUONI concerto di Federico Briasco (chitarra) e Alberto Montano (chitarra)
Il duo di chitarre “Dodicisuoni” nasce nell’autunno 2004 da due musicisti professionisti nel campo del concertismo classico, con l’intenzione di presentare un repertorio che utilizzi un linguaggio musicale più moderno, e che valorizzi soprattutto l’arte dell’improvvisazione.
Il duo propone perciò musiche di vari periodi, che, integrando il repertorio classico per chitarra, spaziano dallo swing al repertorio latino, passando attraverso esecuzioni di bossanova brasiliani (Jobim, Bonfà), brani spagnoli di Paco de Lucia, dei Gipsy King e di Carlos Santana.
· DON CHI...? DON CHISCIOTTE di Cervantes con Antonio Piovanelli regia Marco Carniti
Un solo attore in scena ripercorre le tappe salienti del “Don Chisciotte” per raccontare il personaggio e la sua storia.
Ma “Don Chi…? Don Chisciotte” è soprattutto metafora per un racconto che procede nel caotico e nel rocambolesco dove la parola delinea una drammaturgia grottesca che affannosamente – come in fondo ognuno di noi fa – rincorre false illusioni.
· EDIPO A SPINACETO di Luca Archibugi Con Alberto Di Stasio, Almerica Schiavo regia Alessandro Berdini
Dove dovrebbe abitare il mito? In un luogo senza tempo. Invece, proviamo a dargli una casa, in un luogo determinato, per esempio Spinaceto. Edipo ha un’età precisa, ha tutti gli acciacchi e le debolezze dell’uomo comune. La cecità è diventata buffa, degradante; la tragedia notturna, ombrosa, senza più alcun suono che provenga dagli eroi. Si pone incessantemente una domanda: perché Edipo, che il testo in cui tutto ritorna, in cui – per noi – tutto incomincia, è già il racconto (che – etimologicamente – significa mito) di una gigantesca anomalia, l’incesto? Non sarà perché tutto, proprio tutto, non può essere iniziato che di lì? Edipo vuole una vita normale, Giocasta invece non invecchia, è fedele alla propria storia e al personaggio. Lei muore e risorge infinite volte. Il figlio, ormai avanti negli anni, ha bisogno di vivere la propria vita, accompagnato dalla giovane madre, ferma al momento della seduzione, una donna “fuori dalla realtà”, e da una Sfinge bella, dispettosa e ignorante, che li condanna a ripetere all’infinito la loro tragedia. Che cos’è che gli dei invidiano agli uomini? Perché i mortali sono loro necessari?
· I DIGIUNI DI CATARINA DA SIENA scritto e diretto da Dacia Maraini con Barbara Amodio, Giuseppe Moretti
Il testo racconta l’ultimo periodo della vita di Santa Catarina, quando era già famosissima e molto ricercata dai potenti di tutto il mondo, che le scrivevano chiedendo consigli e benedizioni. Catarina rispondeva a tutti con spirito combattivo e sapienza religiosa. L’attenzione si appunta sul rapporto castissimo, tenero e amichevole tra la giovane asceta e il suo devoto scrivano, il frate Neri. Il solo punto di contrasto fra i due sta nel fatto che Catarina crede nel digiuno come pratica di purificazione del corpo e Neri invece ama mangiare. Il testo racconta questo contrasto, i dialoghi di Catarina con Cristo e il tentativo continuo di Neri di tenere lontana la folla dei fanatici dalla donna che stima e ama. Catarina finirà per morire di fame sotto gli occhi addolorati di Neri. Nell’insieme si tratta di un ritratto laico, carico di rispetto e affettuosità, della giovane santa toscana e del suo goloso scrivano.
· IO ... E LE DONNE di Rosaria De Cicco e Vincenzo Coppola diretto e interpretato da Rosaria De Cicco
Un’attrice drammatica è ossessionata dal fatto che oggigiorno se un attore vuole avere successo deve per forza far ridere. Dopo vari tentativi disastrosi, si rende conto che le uniche esperienze comiche della sua vita sono i suoi terrificanti rapporti con gli uomini. Esperienze comuni a molte donne sulle quali, alla fine,conviene riderci su, sfidando quei comici che di questo argomento hanno fatto il loro cavallo di battaglia.
· IL BOLERO – FAVOLE MUSICALI RITMI E DANZE con Monaldo Braconi (pianoforte), Mirko Roverelli (pianoforte) Giorgio Angelini (percussioni), Alessandro Fabrizi (percussioni), Riccardo Angelini (percussioni), Carlo Di Blasi (percussioni).
In questo programma prevale sicuramente la curiosità di ascoltare il Bolero di Ravel con gli strumenti etnici del gruppo con trascrizione pianistica dello stesso Ravel. Utilizzando colori, timbri e ritmi delle percussioni, sostenute dal duo pianistico quale base orchestrale. Vengono così proposti splendidi capolavori di grandi compositori in luoghi e spazi non praticabili da grand’orchestra sinfonica. Tale formazione, per qualità e originalità, ha immediatamente riscontrato vivissimo successo di critica e pubblico, ed è stata chiamata ad eseguire prime assolute di brani appositamente scritti da grandi compositori.
· IL SEGRETO DI VIA MECENATE scritto e diretto da Giancarlo Loffarelli
Commedia che attraversa la storia italiana del secondo dopoguerra, dalla Resistenza alle soglie del nuovo Millennio, attraverso storie personali che celano un segreto tenuto nascosto per più di cinquant’anni e svelato solo dopo la morte dei protagonisti. I personaggi vengono seguiti nella loro evoluzione da quando, appena ventenni, partecipano alla drammatica ma coinvolgente esperienza della Resistenza, fino alla vecchiaia in cui, cadute le speranze di un tempo, restano soltanto i vincoli fortificati da una tormentata esistenza. Anche nella rappresentazione dei momenti più difficili, prevalgono i toni agrodolci di una commedia che tenta di non separare l’attimo del sorriso da quello della commozione.
· L’ASINO ALBINO di e con Andrea Cosentino
Vestito di bianco come il presentatore di un music-hall circense, su un’arena-isola cosparsa di cappelli, bambolotti di gomma, occhiali da sole, spray e altri accessori vacanzieri, Andrea Cosentino si moltiplica in tutti i personaggi della gita. Li pedina, entra ed esce dalle loro conversazioni e dai loro pensieri con la leggerezza e la padronanza di un burattinaio che muove a vista le sue creature. Mentre il filo dilagante della trama slitta dalla macchietta ai numeri da cabaret metafisico. Fino ad approdare in un amarissimo Paese dei Balocchi. L’eco delle risate si confonde con il raglio di dolore finale del pinocchiesco Asino Albino crocifisso da un controluce.
· LA CIRCOSTANZA DEL TRAMONTO (Istant Song) concerto di Cristiano Gullotta (pianoforte)
Concerto di brani originali che affiora dall’idea di un repertorio pianistico che spazi dal “classico” alla colonna sonora, dove Debussy e Sakamoto si possano fondere in un unico suono in cui i brani non abbiano pause o interruzioni l’uno con l’altro.
· LE SEDIE di Eugène Ionesco con Gianluca delle Fontane, Gabriella Tambone, Giovanni Andriuoli regia Gianni Leonetti
Al centro di LE SEDIE Ionesco pone il discorso della comunicazione di cui lui stesso disse “la comunicazione è difficile, ma non ho mai pensato che fosse impossibile, altrimenti non avrei scritto nulla!”. Protagonisti della scena – se così si può dire – una coppia di anziani in preda ad una strana necessità: affidare il loro messaggio prima di morire ad un Oratore. Per questo ricevono un gran numero di persone. Ospiti accolti in modo cerimonioso, ma che, come unica traccia, lasciano le sedie. Queste si accumulano e collaborano all’effetto comico che presto si trasforma in un desolante disagio destinato ad esplodere nel coup de théatre finale.
· MA CHI SEI, CACINI?...COSI’ E’ LA VITA di Fabrizio Giannini con Fabrizio Giannini, Sandro Scapicchio, Alessia Cristiani, Marco Turriziani (contrabbasso)
Si rievocano l’avanspettacolo, le caratterizzazioni romane nei confronti dell’altro sesso, i monologhi di pungente comicità, mai volgare. E poi canzoni tradizionali (Lella, Tanto pe canta) rivisitate e attualizzate; storie di Petrolini e Rascel; serenate dolci e ironiche.
Chi sei, Cacini?, tipica espressione romana, fa riferimento al bullo Gustavo Cacini, indicato scherzosamente come il successore italiano in America di Primo Carnera; si esibì in molti teatri della Capitale e concludeva le sue smargiassate dicendo: "L'ho prese sì ma quante gliene ho date !".
· NEL CAMERINO DI PETROLINI da Ettore Petrolini con Isabela Andreini, Guglielmo Ferraiola regia Guglielmo Ferraiola
Questo spettacolo non è solo un omaggio al più grande comico del novecento, ma anche il riconoscimento pieno di un Autore che ha un posto di primo piano nella drammaturgia e nella cultura italiana del secolo, accanto a coloro che l’hanno rinnovata dalle fondamenta, dandole un ruolo anche a livello europeo.
· PAGANINI E DINTORNI con Philipp Sutton (violino), Stefano Magliaro (chitarre dell’ottocento) musiche di Gragnani, Giuliani, Molino, Paganini
Il confronto ravvicinato tra gli autori ed i brani in programma permette di meglio comprendere l’atmosfera caratteristica del periodo classico. L’esecuzione, realizzata con strumenti d’epoca, esalta ulteriormente i contenuti musicali delle opere in programma e valorizza la gradevole cantabilità che caratterizza il gusto salottiero della musica del primo Ottocento.
· TANGO –TINGEL di Gloria Sapio e Maurizio Repetto con Gloria Sapio, Maurizio Repetto, Silvestro Pontani al pianoforte
“Tingeltangel” - titolo della più celebre tra le scene scritte da Valentin, alla quale il nostro spettacolo affettuosamente si ispira - erano chiamati i locali bavaresi, mitici luoghi fumosi, odorosi di birra, dove Valentin si esibiva per un pubblico di piccolo borghesi, gli stessi che gli fornivano materiale per i suoi skechtes.
Da qui l’idea di trasferire la comicità di Valentin in una situazione analoga ma nostrana e sicuramente – nonostante una certa aria retrò – più contemporanea: una balera di periferia, quasi una parodia di un night, dove, tra pianisti di piano bar, animatori di serata, imitatori, cantanti, barzellettieri e improbabili ballerini, si torna a consumare l’eterno rito della “fossa dei leoni”, del tirare a campare.
E nella messa in scena di questo show sciagurato, in cui niente, ma proprio niente, funziona e tra la girandola dei personaggi, tutti mediamente disperati ed incapaci, che lo compongono, confidiamo di incontrare nuovamente lo spirito arguto, asciutto, paradossale e disperatamente poetico di Karl Valentin.
· TRE DONNE poemetto per tre voci di Sylvia Plath con Valentina Chico, Monica Samassa, Giulia B. Weber regia Pierpaolo Sepe
Poemetto radiofonico per tre voci, scritto dalla poetessa americana nel 1962.
Denso di spunti sociali e psicologici, fissa l’esperienza tutta femminile della maternità, vissuta attraverso la triplice prospettiva dei tre caratteri principali, la “moglie”, la “segretaria” e la “ragazza”: tre donne senza nome, quasi a negare loro il diritto ad un’identità, per caratterizzarle esclusivamente in rapporto al loro ruolo sociale.
Se la fecondità appagata della prima si rispecchia in metafore ispirate al mondo della natura, nel suo luminoso rigoglio, la sterilità della seconda sembra irrigidirsi negli scenari freddi e spogli di una civiltà meccanizzata, inevitabilmente avviata su un sentiero di morte, mentre il rifiuto di una maternità inopportuna da parte della terza donna si traduce in un senso di angosciosa rinuncia di una vita che porta via con sé la serenità e la spensieratezza degli anni giovanili.
· UN GIORNO DOPO L’ALTRO... interpretato e diretto da Amedeo Di Sora con Vincenza Distefano (viola), Francesco Carlesi (pianoforte), Stefano Spallotta (chitarra)
Lo spettacolo è la rilettura di vecchie canzoni d’autore francesi ed italiane (da Trenet, Vian, Brassens, Brel, Ferré a Bindi, Paoli, De Andrè, Tenco, Lauzi, Ciampi). Si è voluto, inoltre, coniugare i testi delle canzoni con i versi di poeti come Prévert, Lorca, Pavese, che quella generazione ha letto e amato.
Un recital concerto con cui si può tornare a gustare arie, motivi, idee, passioni, sogni, realtà, atmosfere che non esistono più.
· UN PESCIOLINO di Pier Paolo Pasolini con Annamaria Loliva, Davide Quatraro regia Nuccio Siano
E’ un atto unico scritto da Pasolini nel 1957. Siamo negli anni di “Ragazzi di vita”, di “Una vita violenta”, di “Le ceneri di Gramsci”. Siamo insomma nel pieno della sua affermazione, del suo impatto creativo con Roma, con le sue grandi questioni ideologiche e le conseguenti accese polemiche con gli intellettuali comunisti. Ebbene in UN PESCIOLINO non c’è traccia di tutto ciò. Non sembra scritto da lui, non ha nulla di pasoliniano, non si sente ne passione, ne ideologia.
Una donna in riva a un fiume pesca, e parla, e pensa. La situazione sembra normale. Ma è normale che una donna vada a pesca nel 1957? E, soprattutto, è normale parlare con i pesci? La verità di questo testo tanto semplice e apparentemente realistico ha un impianto da “teatro dell’assurdo”. Si avvertono echi del teatro di Beckett e di Ionesco.
In realtà non c’è nessun riferimento diretto ma questo monologo interiore si pone come del tutto esteriore. L’insensata vita della svampita che pesca è tutta lì, e nella sua assurdità riassorbe ogni profondità inconscia alla superficie dei pensieri di una normale signorina che pesca, sperando di pescare dal fiume della vita qualcosa che abbia senso.
· VOCE ‘E NOTTE con Nuccio Siano (voce e chitarra) e Luigi Sabino (chitarra solista)
In una lettura essenziale e appassionata, con inediti arrangiamenti per voce e chitarre, delle grandi melodie del settecento, ottocento e del novecento napoletano, al fianco di un repertorio brillante con brani tratti dal Cafè Chantant, Voce ‘e notte ha confermato in una fortunata tournèe internazionale (Monaco, Bruxelles, Marsiglia, Budapest, Beirut, Tripoli, Melbourne, Brisbane e New York) un autentico successo di pubblico e critica.
Ciò che rende singolare questo spettacolo è certamente l’estrazione teatrale degli interpreti che si traduce in freschezza espressiva unita ad uno stile raffinato.
Voce ‘e notte riprende la canzone classica napoletana sull’insegnamento di due grandi interpreti come Roberto Murolo e Sergio Bruni.
· FANTASIE di A.A.V.V. con Maurizio Bellardini, Alessandro Conte, Luca Mauceri, Sara Paone, Francesca Reina regia Luca Mauceri
Lo spazio è riempito con l’utilizzo di giocoleria, burattini, maschere e musica dal vivo. Tre grossi scatoloni sono portati in scena da un buffo personaggio; inspiegabilmente cominciano a muoversi mettendo a dura prova la pazienza dell’omino. Cosa ci sarà dentro? Pupazzi umani, attori che raccontano una storia condita da un pizzico di magia e una giusta interazione con i giovani spettatori. Un’attrice marionetta danza legata a fili invisibili tentando di ribellarsi al suo marionettista. Il finale vede un susseguirsi esilarante di burattini ormai impazziti che decidono di recitare autonomamente e non rispondono più al capocomico. Per fortuna interviene Pulcinella che, con l’aiuto di una mazza, mette a posto tutto.
· IL BOSCO DEGLI SPIRITI di Andrea Maurizi con Elisa Maurizi, Andrea Maurizi, Manuela Fioravanti regia Elisa Maurizi
"Avevo sette anni, prima di capire il significato di male e di bene".
Inizia così il viaggio del protagonista che, costretto dalla guerra a fuggire dalla sua casa e ad abbandonare la sua famiglia, vagherà per 27 anni nel bosco dove "nessuna creatura umana superiore era mai entrata".
Un viaggio attraverso le leggende del continente africano, un bosco, dove ogni città degli Spiriti attraversata, rappresenta una tappa obbligata dell’animo umano. Dopo una serie di incontri con buffi e strani personaggi, il nostro eroe incontrerà se stesso. "Così a tempo debito voi sentirete queste notizie: Ecco che cosa ha fatto l'odio".
· PICCOLO PRINCIPE da Antoine de Saint Exupéry con Julia Borretti, Titta Ceccano musica dal vivo Laura Fabriani
La delicata favola d’ambientazione esotica di Saint Exupéry diviene una sorta di percorso di formazione che alla fine lascia tutti, attori e pubblico, un po’ più ricchi.
Chi è infatti il piccolo principe, il bambino che all’improvviso nel deserto si presenta al narratore-aviatore costringendolo a rivedere le priorità del sua agire, se non l’altra parte di Saint Exupéry, e, per esteso, l’altra parte di noi tutti. Quella della nostra infanzia che, se non siamo bravi e fortunati, rischiamo di dimenticare.