ASPETTANDO GODOT 

 

di Samuel Beckett
con Marco Quaglia, Gabriele Sabatini, Mauro Santopietro, Antonio Tintis, Francesco Tintis
regia
 Alessandro Averone

produzione associazione cArt

Nell’atmosfera evanescente di un luogo indefinito e di un tempo indeterminato, si assiste alla tragicommedia dell’attesa per eccellenza, il capolavoro di Beckett ”Aspettando Godot”, con la regia di Alessandro Averone, il quale lo riveste di una delicata e sottile sensibilità poetica. Ai piedi di un albero, un salice piangente, in una deserta campagna, i due protagonisti, Estragone e Vladimiro, inseparabili, aspettano Godot. Neanche loro sanno precisamente chi sia, ma, immobili, lo attendono, e cullati dalla speranza di questo arrivo, si sforzano di trovare un senso al loro esistere, al loro vivere e al loro vagare su questa terra. Si scambiano battute e pensieri che esprimono talvolta attraverso risate pungenti, la complessa condizione esistenziale. Condividono la loro quotidianità, fin quando non irrompe sulla scena una coppia di viandanti: Pozzo, un proprietario terriero, con al guinzaglio il suo servo Lucky.
Tra giochi di parole, riflessioni filosofeggianti, assordanti silenzi , toccanti monologhi, i due atti in cui nulla accade e nulla cambia, nell’immobilità di uno spazio atemporale, tutto acquista un profondo e commuovente significato grazie al magistrale lavoro interpretativo degli attori che, legati tra loro da una particolare magica alchimia, riescono a far sorridere, riflettere ed emozionare il pubblico, senza mai esagerare, rimanendo continuamente in perfetto equilibrio tra dramma e commedia, gioco e pensiero, poesia e razionalità, uniti, immobili, stetti tra loro, in bilico in una vita nata a cavallo di una tomba, in cui il giorno splende in un istante, ed è subito notte, sempre aspettando Godot.